Fashion Ice Queen - Estratto

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Summary

Anche le persone all'apparenza perfette hanno un punto debole Vanilla ha ventisette anni, è appassionata di moda e sogna di occuparsi delle pubbliche relazioni di un grande brand. Le sue storie non durano mai più di tre mesi e il suo atteggiamento algido e distaccato le è valso l’appellativo di Ice Queen. Nessuno immagina che dietro quell’apparenza glaciale e imperturbabile si nasconda una ferita mai rimarginata. Quando le sue strade si incrociano nuovamente con Oliver, l’uomo che anni prima le ha spezzato il cuore, lei fa di tutto per convincersi di non provare più niente per lui. Eppure, le sue azioni sembrano suggerire il contrario. Partecipa ad un concorso televisivo solo per provocarlo e sul set conosce l’affascinante Magnus, un modello svedese. Lo scatto di un bacio tra i due fa il giro del web e, da quel momento, per la ragazza si spalancano le porte dello Star System. Ma sarà davvero quella la vita che vuole?

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1
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n/a
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13+

Chapter 1

Mi sistemai la gonna a portafoglio, raddrizzai la schiena ed accavallai le gambe, ruotando leggermente il busto. Avevo fatto un miliardo di prove davanti allo specchio e sapevo che, grazie a quella posa, sarei apparsa più slanciata. Si trattava solo di mantenere la postura per tutta la durata dell’intervista.

Se solo quella sedia di plastica non fosse stata così scomoda! L’unico pensiero consolante era l’assenza di pubblico nello studio. Quanto meno, durante le pause pubblicitarie avrei potuto rilassarmi ed assumere posizioni ben meno aggraziate.

«Tre, due, uno. In onda!» gridò qualcuno della troupe.

Le note di “Shivers” di Ed Sheeran si diffusero nell’aria e un fascio di luce venne puntato su Miranda Doubt. Stretta in un vestito blu dal taglio a sirena, la donna fece scorrere i tacchi delle sue Jimmy Choo in raso fucsia sui gradini di una piccola scalinata in marmo bianco e raggiunse il centro del salotto televisivo. Poi fece una piroetta e indirizzò alle telecamere un sorriso smagliante.

«Benvenuti ad una nuova puntata di “Lacrime amare”, amici. Grazie, grazie e ancora grazie per seguirci con così grande interesse. Anche ieri il nostro programma ha sbaragliato la concorrenza e questo lo dobbiamo soltanto a voi.» Si portò una mano all’altezza del cuore e proseguì. «Stasera parleremo con Vanilla Widely, un nome che è stato accostato a quello del famoso modello Magnus Johannesson.»

Allungò un braccio e l’obiettivo si spostò su di me.

Piegai le labbra in un sorriso, ma poi mi ricordai delle raccomandazioni di Delmara. Dovevo apparire sofferente. Assunsi un’espressione contrita e presi la parola. «Buonasera.»

Miranda scivolò con eleganza sulla poltroncina accanto alla mia. Come faceva a tenere le gambe unite in quel modo? Sembravano essere state incollate con il Super Attak.

«Allora, Vanilla. Grazie per essere qui. So che hai rifiutato di essere intervistata dalla concorrenza» mi disse con quel tono empatico che negli anni aveva conquistato un’ampia fetta di pubblico britannico. Doveva puntare tutto sulla voce, perché il suo viso aveva ormai perso espressività a furia di lifting e iniezioni di botox.

Promisi a me stessa di non lasciarmi tentare dal fascino della chirurgia estetica.

«In effetti, non mi piace apparire in pubblico, ma per te ho fatto un’eccezione, Miranda. Ti seguo da quando conducevi “Double Love”» replicai, attenendomi al copione. In realtà, non ne avevo visto una sola puntata. Sapevo solo che si trattava di un programma in cui un uomo doveva confrontarsi con due donne: la compagna e l’ex.

«Ah, che bei tempi!» sospirò lei. «Mi sono divertita tanto con quel format. Sono già passati vent’anni. Avevo la tua età quando ho iniziato.»

Inarcai le sopracciglia. Voleva davvero far credere a tutti di avere quarantasette anni? Come minimo, si avvicinava ai sessanta.

«Allora, sei pronta ad aprire il tuo cuore ai nostri telespettatori?»

«Farò del mio meglio.»

Lei annuì soddisfatta.

«Vuoi raccontarci come vi siete conosciuti tu e Magnus?»

«Ho partecipato ad un concorso e in pallio c’era la possibilità di trascorrere un’intera giornata con lui.»

«Il sogno di ogni donna» mi interruppe la conduttrice.

Non il mio.

«Proprio così» convenni. «Durante le riprese siamo entrati subito in sintonia e alla fine della giornata lui mi ha baciato.»

«Lo sappiamo, Vanilla. Quell’immagine ha fatto il giro del web!»

Abbozzai un timido sorriso.

«E poi cos’è successo?»

Sospirai e mi strinsi nelle spalle. «Pensavo di essere speciale, ma poi lui è stato sorpreso con un’altra.»

«La famosa modella russa Katrina Ivanova.»

Abbassai lo sguardo, fingendo che il suono di quel nome provocasse in me un dolore sordo.

Miranda mi mise una mano sul braccio. Era ghiacciata, nonostante lì dentro si morisse dal caldo. «Cosa ti ha detto Magnus?»

«Che … che …» balbettai, simulando un singhiozzo. Delmara mi aveva fatto ripetere quella scena così tante volte che ormai sapevo come renderla credibile.

«Oh, povero tesoro. Ti faccio portare un po’ d’acqua.»

Mi allungò un bicchiere di vetro che qualcuno dello staff le aveva prontamente fornito e ne bevvi un sorso, stando bene attenta a non rovinarmi il rossetto color rosa cipria.

«Grazie» mormorai, appoggiando il bicchiere sul pavimento immacolato.

«Te la senti di riprendere?»

«Sì, certo. Scusate, ma pensare a quei giorni mi fa ancora molto male.»

«Lo credo, Vanilla. L’importante è che vi siate chiariti.»

«Proprio così. Magnus mi ha assicurato che si è trattato di uno scivolone e io ho deciso di perdonarlo. Lo amo troppo» affermai, quasi sfidando l’obiettivo puntato su di me. Non lo stavo facendo per il successo. Non mi importava niente della celebrità che avrei ottenuto apparendo in televisione. Volevo solo che lui vedesse e marcisse di rabbia. In fondo, per quanto si ostinasse a nasconderlo, qualcosa doveva pur importargli di me. Lo sentivo.

«Si vede, cara. Hai gli occhi a forma di cuoricino. È vero che parteciperete al reality “Love Trap in London”?»

«Non abbiamo firmato niente. Il nostro unico interesse è concentrarci sul nostro rapporto di coppia.»

«Mmmh, qualcosa mi dice che vi rivedremo presto in TV.»

«Be’, nella vita tutto è possibile.»

Miranda si guardò attorno e il suo sorriso si trasformò in un ghigno quasi malefico. «Un attimo. Dalla regia mi hanno appena comunicato che abbiamo qualcuno in collegamento telefonico.»

Spalancai gli occhi. Questo non era previsto.

«Chi sarà, Vanilla?»

«Non ne ho idea.»

«Chiedo alla regia di metterci subito in contatto con questo telespettatore misterioso.»

Notai che le mani stavano iniziando a tremarmi, così le intrecciai e le posai in grembo. Possibile che avesse deciso di intervenire? Non sembrava una cosa da lui.

«Pronto? Chi abbiamo in linea?»

Seguì qualche secondo di inquietante silenzio, spezzato solo dal ticchettio del mio orologio da polso. Doveva essere uno scherzo.

«Stai sbagliando tutto, Vanilla. Tutto» esclamò, infine, una voce contraffatta. Avrebbe potuto appartenere indifferentemente ad un uomo o ad una donna. Potevo percepire la frustrazione di questa persona. Il suo respiro affannoso, amplificato dalla scarsa qualità dell’audio, avvolse lo studio come una nube nera e minacciosa.

Istintivamente, mi piegai in avanti e persi la mia posa perfetta. Miranda, invece, aveva conservato la sua. Non sembrava per niente scossa.

«Chi sei?» mormorai.

«Non importa chi sono. Stai lontana da Magnus o te ne pentirai, Vanilla» tuonò l’individuo all’altro capo della linea, scandendo il mio nome con malcelato disprezzo.

La comunicazione venne interrotta con un click e un brivido di terrore mi corse lungo la schiena.

Non si era trattato di uno scherzo. Chiunque fosse quella persona, faceva sul serio.