prologo :)
«Guardami» disse, stavolta serio.
Lo guardai negli occhi, verdi come il mare, erano così cristallini da sembrare il vero fondo marino in cui nuotavo da piccola.
«Non voglio» misi il broncio, tremavo, ero quasi spaventata dalla mia stessa risposta.
«Invece si, vuoi, lo so» mi ripeté, i capelli castani venivano sbatacchiati dal vento «E sorridi»
Mi mise una benda sugli occhi e me la legò sopra i lunghi capelli, che avevano “dei riflessi rossi stupendi”, come diceva lui.
Mi spinse fuori dal cancellino e poi per le stradine sassose.
Mi portò più avanti e la ghiaia finì, allora mi tolse la benda.
«Eccoci, questo è il posto di oggi» annunciò.
Il pratino sotto i nostri piedi era soffice e mi misi per terra accanto a lui.
Lo guardai negli occhi e gli presi la mano, come facevo sempre.
Il tramonto, dietro la collina davanti a noi, cominciava a mandare le prime sfumature rosa e gialle. Allora sorrisi, era davvero dolce in quei momenti speciali, quando, tutte le domeniche, mi portava in un luogo diverso.
Era in quei momenti che riuscivo a sorridere davvero.
Mentre guardavo il cielo e le nuvole che si tingevano di caldi colori cominciavo a vedere sempre più appannato e confuso. Il dolore alla testa aumentava e cominciavo a sentire i suoni più ovattati.
«Piper…» era arrabbiato, non avrebbe mai detto il mio nome altrimenti.
Questo mi destabilizzò ancora di più e non riuscii a continuare a fare finta di star bene. All’improvviso divenne tutto buio.