Heaven Official’s Blessing

Summary

Ottocento anni fa, nella Pianura Centrale, sorgeva un regno pacifico e prosperoso chiamato Xianle. La sua ricchezza più grande era il Principe Ereditario Xie Lian, un giovane bello, forte e puro, dotato di ogni virtù, da cui ci si aspettavano grandi imprese. Lui, tuttavia, aveva un’unica ambizione: salvare l’umanità. La sua dedizione era stata premiata quando, a soli diciassette anni, era asceso al Regno Celeste come una divinità. Più in fretta si sale, però, più in fretta si torna giù: per ben due volte Xie Lian è stato esiliato dal Cielo e ha trascorso otto secoli nel Regno Mortale, guadagnandosi da vivere tra esibizioni da saltimbanco e accattonaggio. Ora è asceso per la terza volta, ma ha molti debiti da ripagare per mantenere il suo status divino, così torna tra gli uomini a dare la caccia a fantasmi violenti e spiriti affamati di anime. Qui incontra San Lang, un ragazzo affascinante, con il quale scatta un’immediata sintonia e che appare molto più saggio della sua giovane età. Chiaramente è più di quello che sembra, ma quali misteri si nascondono dietro il suo irresistibile sorriso scanzonato?

Status
Ongoing
Chapters
1
Rating
n/a
Age Rating
16+

Prologo: La benedizione dell’Ufficiale Divino.

Tra tutti gli dèi dei Cieli, ve n’era uno che era diventato lo zimbello dei tre Regni.

Secondo le leggende, ottocento anni fa, nella Pianura Centrale, vi era un antico regno chiamato Xianle.

Il territorio era vasto e le risorse abbondanti. Inoltre, il regno di Xianle possedeva quattro tesori: delicate bellezze; arte e letteratura fiorenti; oro e gioielli; e infine, il celebre Principe Ereditario.

Come descrivere il Principe Ereditario? Beh… era un individuo particolare.

Il re e la regina lo consideravano la luce dei loro occhi, stravedevano per lui ed erano soliti dichiarare: «In futuro, mio figlio diventerà sicuramente un ottimo sovrano, lascerà alle generazioni a venire un’impressione rispettabile di sé.»

Tuttavia il Principe Ereditario non era per nulla interessato al potere imperiale o alla ricchezza secolare.

Ciò a cui egli era interessato, citando le esatte parole che spesso ripeteva, era: «Voglio salvare la gente comune!»

Il giovane principe si dedicò a praticare il Dao con tutto sé stesso. Durante questo periodo, due storielle iniziarono a diffondersi.

La prima storia risale a quando egli aveva diciassette anni.

Quell’anno, la nazione di Xianle organizzò una magnifica parata per la Festa delle Lanterne.

Nonostante questa tradizione fosse stata abbandonata già da parecchi secoli, attraverso i testi antichi e i racconti che erano sopravvissuti era possibile immaginare la grandiosità dell’evento.


Il giorno della Festa delle Lanterne,

Viale del Dio della Guerra.


Una marea di persone invadeva entrambi i lati della strada; in cima ad alti edifici sedevano gli aristocratici, che conversavano amichevolmente tra loro. Le guardie imperiali, nelle loro superbe armature, facevano spazio lungo la strada, mentre giovani ragazze danzavano con grazia, e con le loro mani candide come la neve creavano una pioggia di petali. Era difficile dire cosa fosse più bello, se le giovani danzatrici o i fiori. Melodie incantevoli provenivano dall’interno delle carrozze dorate e fluttuavano per tutta la Città Imperiale. In coda alla processione, c’era un’imponente piattaforma trainata da sedici cavalli bianchi imbrigliati d’oro.

L’attenzione di tutti era rivolta a ciò che stava sopra essa: lì si trovava il Guerriero Marziale che Compiacque il Dio.

Durante la Processione Divina, il Guerriero Marziale era adornato da una maschera d’oro, indossava splendide vesti e impugnava una spada sacra. Egli avrebbe interpretato il ruolo del primo dio della guerra che, in un millennio, era riuscito a sottomettere le bestie demoniache: il Dio della Guerra ed Imperatore dei Cieli Jun Wu.

Essere scelto per interpretare il ruolo del Guerriero Marziale era un onore immenso e i criteri per la selezione erano estremamente rigidi. Quell’anno, ad essere scelto altri non fu che Sua Altezza Reale il Principe Ereditario. L’intera nazione era certa che sarebbe stata l’esibizione più straordinaria di sempre.

Tuttavia, quel giorno, accadde qualcosa di inaspettato.

La processione aveva completato il terzo giro della città ed era passata da un bastione alto una dozzina di metri. In quel momento, sopra l'imponente palco, il dio della guerra era sul punto di dare al demone il colpo di grazia. Era il culmine dell’esibizione, le persone su entrambi i lati della strada fremevano per l’eccitazione, coloro in cima alle mura cittadine iniziarono a farsi più rumorosi, iniziando a spintonare e ad allungare la testa per vedere.

In quel preciso istante, un bambino cadde dall’alto del bastione.

Urla assordanti perforarono il cielo. Proprio quando tutti pensarono che il bambino si sarebbe schiantato al suolo sul Viale del Dio della Guerra, il Principe Ereditario alzò lo sguardo, fece un salto e lo prese al volo.

La folla ebbe soltanto il tempo di intravedere una figura bianca spiccare il volo, quasi fosse un uccello, prima che il Principe Ereditario atterrasse con il bambino in braccio. La maschera dorata gli cadde dal viso, rivelando così il giovane e avvenente volto precedentemente nascosto da essa.

Poco dopo, la folla cominciò ad esultare.

La folla era entusiasta, ma ai Guoshi ciò procurò parecchi grattacapi.

Mai in un milione di anni avrebbero pensato che sarebbe successa una tale catastrofe. Era di cattivo auspicio, una grave disgrazia!

I Guoshi si preoccuparono al punto che i loro capelli iniziarono a cadere come gocce di pioggia. Dopo averci riflettuto attentamente convocarono il Principe Ereditario.

Diplomaticamente suggerirono: «Vostra Altezza, potreste guardare il muro per un mese? Non dovrete farlo per davvero, basta sia sincero.»

Il Principe Ereditario sorrise, prima di rispondere: «Non serve.»

Si spiegò: «Salvare le persone non è un male. Come potrebbero i Cieli condannarmi per aver fatto la cosa giusta?»

«…E se, per caso, i Cieli decidessero di incolparvi?»

«Allora sarebbero i Cieli ad essere nel torto. Perché dovrei scusarmi con chi è nel torto?»

I Guoshi rimasero senza parole.

Sua Altezza Reale il Principe Ereditario era esattamente questo tipo di persona.

Non c’era niente che non fosse stato in grado di fare, e non c’era persona che non lo amasse. Egli rappresentava la giustizia nel regno dei mortali, era il centro del mondo.

Così, nonostante i Guoshi fossero frustrati — che diavolo ne poteva sapere?! — non spettava a loro dire altro e, in ogni caso, non osavano farlo. Sua Altezza non li avrebbe ascoltati a prescindere.

Anche la seconda storia risale a quando il Principe Ereditario aveva diciassette anni.

Secondo le leggende, sulla riva sud del fiume Giallo si trovava un ponte chiamato «Ponte Yinian», infestato da molti anni da un famoso fantasma.

Questo fantasma era a dir poco terrificante: indossava un’armatura logora e le fiamme dell’infermo seguivano ogni suo passo. Inoltre, era coperto di sangue e trafitto da armi di qualsiasi tipo. Ad ogni passo lasciava tracce di sangue e fuoco. Era solito apparire improvvisamente a intervalli di qualche anno, durante la notte, vagando ai piedi del ponte e fermando i viaggiatori per rivolgere loro tre domande:


«Che posto è questo?»

«Chi sono?»

«Cosa bisogna fare?»


Se qualcuno avesse risposto in modo sbagliato, il fantasma l’avrebbe divorato. Purtroppo nessuno sapeva quali fossero le risposte corrette e con gli anni, il fantasma aveva già divorato innumerevoli viaggiatori.

Durante uno dei suoi viaggi, Il Principe Ereditario venne a conoscenza di questa storia. Andò così alla ricerca del Ponte Yinian e si mise di guardia ai piedi dello stesso fino a quando, una notte, incontrò finalmente il fantasma.

Questi comparve all’improvviso, era davvero inquietante e spaventoso come si diceva. Fece la prima domanda al Principe Ereditario ed egli rispose con un sorriso: «Questo è il regno degli umani»

Il fantasma, però, ribatté: «Questo è l’abisso.»

Un buon inizio, la risposta alla prima domanda era sbagliata.

Beh, in ogni caso le mie risposte saranno sbagliate a tutte e tre le domande, quindi perché dovrei aspettare che finisca? Pensò Il Principe Ereditario.

Dunque, estrasse l’arma e si lanciò all’attacco.

Si scatenò il caos. Il Principe Ereditario era estremamente abile nelle arti marziali, ma il fantasma era intrepido e terrificante. Un uomo e un fantasma si batterono su quel ponte fino a quando il sole lasciò il posto alla luna, prima che quest’ultimo venisse finalmente sconfitto.

Una volta scomparso il fantasma, il Principe Ereditario piantò un albero in fiore ai piedi del ponte. In quel momento, passò un cultore che lo vide spargere un pugno di terra dorata per aiutare il fantasma a passare alla sua nuova vita.

Chiese: «Cosa stai facendo?»

Il Principe Ereditario allora disse le parole famose: «Corpo nell’abisso; cuore in paradiso.»

Quando il cultore sentì la sua risposta sorrise lievemente e dopo di che si trasformò in un guerriero divino vestito d'una bianca armatura.

Invocò un forte vento e, poi, nuvole incantate ai piedi, sparì nella luce. Soltanto allora, il Principe Ereditario capì che, per una fortunata coincidenza, aveva incontrato l’Imperatore dei Cieli, colui che era sceso personalmente nel regno dei mortali per sopprimere il male.

Sin dalla Festa delle Lanterne, gli dèi prestarono particolare attenzione a questo eccezionale Guerriero Marziale che Compiaque il Dio.

Così, una volta che l’imperatore l’ebbe incontrato ai piedi del Ponte Yinian, gli dèi cominciarono a chiedere: «Cosa ne pensate di Sua Altezza Reale?»

L’Imperatore rispose: «Il futuro di questo ragazzo ha infinite possibilità.»

Quella stessa sera, nel cielo sopra il Palazzo Reale si verificò un fenomeno di origine divina e scoppiò una tempesta.

Tra lampi e tuoni, il Principe Ereditario ascese.

Ogni volta che un mortale ascendeva, i Cieli tremavano. Quando ad ascendere fu Sua Altezza Reale il Principe Ereditario, i Cieli tremarono tre volte più del normale.

Ottenere l’immortalità attraverso la sola coltivazione e le proprie capacità era davvero difficile, richiedeva talento, impegno e la giusta opportunità. La nascita di un dio era, il più delle volte, un viaggio lungo centinaia di anni.

Ascendere in giovane età non è una cosa poi così rara, ma le persone che s'impegnano strenuamente per tutta la loro vita, allenandosi per centinaia di anni, senza però avere la possibilità di affrontare una Tribolazione Divina3 , sono la stragrande maggioranza. Ma anche se i Cieli offrissero loro una possibilità, nel caso in cui non riuscissero a superare tale sfida, morirebbero; nel caso in cui non dovessero morire, rimarrebbero comunque compromessi. Tanti quanti i granelli di sabbia in riva al Gange, la maggior parte è composta da mortali ignoranti che trascorrono una vita mediocre, incapaci di trovare la via giusta.

Eppure Sua Altezza Reale era senza ombra di dubbio il prediletto dei Cieli. Otteneva tutto quel che desiderava e riusciva in tutto quel che faceva. Voleva ascendere e diventare un dio, così, all’età di diciassette anni, ascese e divenne un dio.

Era sempre stato molto amato dalla sua gente e, ovviamente, il re e la regina sentivano molto la mancanza del loro adorato figlio. Pertanto, per ordine del re, vennero eretti templi e statue in onore del Principe Ereditario in tutto il regno, così che venisse venerato dal maggior numero di persone possibile. Più fedeli aveva, più templi venivano costruiti, affinché potesse vivere più a lungo e incrementare i suoi poteri spirituali. Di conseguenza, nel giro d'un paio d’anni, il Palazzo del Principe Ereditario raggiunse uno splendore ineguagliato e, per diverso tempo, fu al culmine della ricchezza e dello splendore.

Fino a quando, tre anni più tardi, Xianle piombò nel caos.

I ribelli insorsero a causa della tirannia del re. Tuttavia, nonostante nel regno dei mortali le fiamme della ribellione avessero iniziato a bruciare, gli Ufficiali Divini non potevano intervenire così facilmente. A meno che non si trattasse di qualche fantasma o demone che aveva violato i confini, non era loro concesso intervenire.

Pensateci: nel regno dei mortali ci sono conflitti ovunque e ognuno crede di avere una giusta motivazione. Se gli dèi dovessero intromettersi, un giorno uno appoggerebbe il suo vecchio regno, il giorno dopo, invece, un altro vendicherebbe i suoi discendenti. Di conseguenza, non finirebbero per scontrarsi continuamente tra di loro, cadendo così in disgrazia?

In questo tipo di situazione, soprattutto il Principe Ereditario doveva evitare di farsi coinvolgere e mantenere le distanze. Ma non gli importava.

Disse all’Imperatore dei Cieli: «Salverò la gente comune.»

Nonostante l’Imperatore possedesse migliaia di anni di poteri spirituali, non si era mai permesso di dire una cosa del genere. È facile immaginare come si fosse sentito in quel momento. Tuttavia non ebbe modo di fermarlo.

Disse solamente: «Non puoi salvare tutti.»

«Invece sì.» rispose il Principe Ereditario.

Così, scese nel Regno dei Mortali senza pensarci due volte.

Ovviamente, il popolo di Xianle celebrò il suo arrivo. Tuttavia, c’era una verità che circolava tra i mortali, fin dai tempi antichi: quando gli dèi discendevano nel Regno dei Mortali senza permesso, non portavano mai nulla di buono.

Così, le fiamme della ribellione non diminuirono, al contrario, si fecero sempre più feroci.

Non che il Principe Ereditario non avesse fatto del suo meglio, ma sarebbe stato meglio se non avesse fatto nulla. Più si sforzava, più la guerra si complicava; il popolo di Xianle venne sconfitto e distrutto, il numero dei feriti e delle vittime era grave. Infine, un’epidemia pervase l’intera Città Imperiale e i ribelli fecero irruzione nel palazzo, ponendo fine alla guerra.

Se è vero che le sorti di Xianle fossero inizialmente appese ad un filo, allora si può dire che il Principe Ereditario, quel filo, l'aveva direttamente tagliato.

Dopo la caduta del regno, le persone si resero conto di una cosa: il Principe Ereditario che veneravano come un dio, non era perfetto e forte quanto credevano.

Per dirla in modo più schietto: non era un inutile fallito che non ne faceva una giusta?!

Incapaci di dar sfogo alla sofferenza che provavano in seguito alla perdita sia delle loro case, sia dei loro cari, i cittadini arrabbiati e feriti si precipitarono nei Palazzi del Principe Ereditario. Rovesciarono le statue divine e bruciarono i templi a lui dedicati.

Ottocento templi bruciarono per sette giorni e sette notti, fino a quando non furono rasi al suolo dalle fiamme. Da quel momento in poi, il Dio della Guerra portatore della pace sparì e, al suo posto, nacque un Dio della Disgrazia portatore di catastrofi.

Quando le persone dicono che sei un dio, allora sei un dio. Se dicono che sei un pezzo di merda, allora sei un pezzo di merda. Sei qualsiasi cosa loro abbiano mai detto tu fossi. È sempre stato così.

Per il Principe Ereditario era impossibile accettare una simile realtà, men che meno la punizione inflittagli: l'esilio.

I suoi poteri spirituali vennero sigillati e fu sbattuto nel regno dei mortali.

Era stato viziato e coccolato fin da bambino, senza mai soffrire le pene dei mortali, e questa punizione lo fece precipitare dalle nuvole nel fango. In questo fango, per la prima volta, patì la fame, la povertà e il senso di sporco. Per la prima volta, si ritrovò costretto ad azioni che non avrebbe mai immaginato di fare volontariamente: rubare, rapinare, imprecare e abbandonarsi alla disperazione. Si trascurava, non gli era rimasta né dignità né autostima. Nemmeno i suoi attendenti più devoti riuscirono ad accettare questo suo cambiamento e scelsero di abbandonarlo.

«Corpo nell’abisso; cuore in paradiso.» Questa frase era incisa su placche e monumenti di pietra ovunque nel regno di Xianle. Se non ci avesse già pensato la guerra a radere al suolo quasi l'intero regno, una volta visti i resti di quelle parole, ci avrebbe pensato il Principe Ereditario stesso a distruggerle.

Colui che aveva pronunciato quelle parole aveva dimostrato personalmente che, quando il corpo era nell'abisso, il cuore non poteva essere in paradiso.

Ascese velocemente, ma discese ancora più in fretta. Il maestoso sguardo sul Viale del Dio della Guerra, l’incontro col fantasma sul Ponte Yinian; sembravano essere accaduti solo il giorno prima. Ad ogni modo, una volta che il Regno dei Cieli si fu stancato di spettegolare, il passato venne lasciato alle spalle.

Fino a quando, diversi anni dopo, un fragoroso tuono perforò il cielo: Sua Altezza Reale il Principe Ereditario era asceso per la seconda volta.

Nel corso della storia, le divinità esiliate, o non riuscivano a riprendersi, o diventavano fantasmi. In pochissimi furono in grado di ribaltare la loro sorte e ritornare dopo l’esilio. Questa seconda ascensione fu davvero straordinaria.

La cosa più spettacolare fu che, subito dopo la sua ascensione, irruppe nei Cieli e scatenò tutta la sua ira. Era asceso giusto il tempo che un bastoncino d’incenso impiega a bruciare prima di essere di nuovo buttato giù a calci.

Un bastoncino d’incenso. Fu l’ascensione più veloce e meno duratura della storia.

Se la sua prima ascensione poteva considerarsi una favola, allora la seconda era soltanto una farsa.

Dopo essere stato esiliato per la seconda volta, tutti gli dèi provarono disprezzo verso il Principe Ereditario. Ma in questo disprezzo c’era della cautela; dopotutto, era pericoloso e il primo esilio lo aveva spinto al limite; adesso che era stato esiliato una seconda volta, non sarebbe impazzito e non avrebbe cercato di vendicarsi?

Eppure, incredibilmente, questa volta non impazzì, anzi, iniziò ad abituarsi a quel tipo di vita. Non vi fu alcun problema, se non che… forse stava prendendo la cosa un po’ troppo seriamente?

A volte si esibiva per strada, cantando o suonando magistralmente qualsiasi tipo di strumento, persino rompere un enorme masso sul proprio petto non era nulla di difficile per lui. Sebbene avessero sentito dire che Sua Altezza Reale il Principe Ereditario sapesse suonare, danzare e fosse molto talentuoso, vederlo con i propri occhi in una tale situazione, dava vita a sentimenti contrastanti. Per giunta, a volte raccoglieva umilmente e diligentemente spazzatura.

Le divinità erano sconvolte.

Era inconcepibile, nessuno avrebbe mai pensato che si sarebbe arrivati al punto in cui, augurare a qualcuno ‘Hai dato alla luce il Principe Ereditario di Xianle’ sarebbe stato un insulto più cattivo di ‘Spero che tu muoia senza discendenti’.

Un tempo era il nobile Principe Ereditario, un Ufficiale Divino di alto rango. Ma nessuno prima d’ora aveva combinato un disastro simile. Questa era la storia di colui che era conosciuto come ‘lo zimbello dei tre regni’.

Dopo aver riso, i più sentimentali forse avrebbero sospirato. Il Prediletto dei Cieli, che un tempo era all’apice, era scomparso del tutto.

Le sue statue divine e il suo regno vennero distrutti, non gli era rimasto neanche un singolo fedele. Venne lentamente dimenticato dal mondo, per tanto, nessuno sapeva che fine avesse fatto.

Passarono molti anni ed improvvisamente, un giorno, vi fu un nuovo, fortissimo rimbombo. I cieli crollarono e la terra si spaccò; il terreno e le montagne tremarono.

Le lanterne di luce perpetua sussultarono e le loro fiamme danzarono violente. Tutti gli ufficiali divini si svegliarono e corsero fuori dai loro palazzi d’oro chiedendosi a vicenda:

«Chi è asceso? Che entrata grandiosa!»

Eppure chi l’avrebbe detto: solo il secondo prima stavano sospirando per la meraviglia, quando l’attimo dopo tutte le divinità dei Cieli rimasero fulminate. Non ne aveva avuto abbastanza?!

Quel famigerato strambo, lo zimbello dei tre regni, il leggendario Principe Ereditario, lui… lui…cazzo, era asceso di nuovo!