Prologo
ogni leggenda nasconde delle verità, ma solo le menti più brillanti e i cuori più valorosi le sanno cogliere.
Un mantello nero che lasciava intravedere lunghi capelli castani, mossi come le onde del mare. Un vestito verde, comune tra i cittadini di Astram del Primo Sorgere.
Quella ragazza muoveva le dita appena sopra il livello dell’acqua del lago di fuoco, seguita dai mille pesci colorati di un rosso acceso che splendevano al sole e denominavano quel lago magico.
Il primo raggio di sole accese di riflessi quasi dorati i capelli della ragazza, facendole ricordare lo scorrere del tempo. Si tirò in piedi e, dopo aver salutato i suoi piccoli amici, corse via, entrando nella foresta e sparendo tra i folti alberi che separavano i due regni dominanti: quello dei Saire e quello dei Maler.
Quando la notte, silenziosa e pacifica, lasciava il posto al giorno, la guerra continuava e coinvolgeva tutte le Famiglie di Astram, milioni di persone di ogni specie che prendevano posto da un lato o dall’altro del campo di battaglia, schierandosi con uno dei due regni.
I Saire, umani con code da pesce, conquistavano l’anima con i loro dolci canti e il mare con le loro code, impadronendosi dei sogni di chiunque fosse abbastanza vicino da permetterglielo. Seguiti dalle cinque Famiglie principali, i Saire fronteggiavano i Maler che dominavano i cieli con le loro ali scure come quelle di un pipistrello e le loro abilità d’ombra.
La battaglia segnò la storia di Astram e prese il nome diGuerra dei Continenti, iniziata con l’era del Primo Sorgere, ancora prima della creazione delle Famiglie.
I Saire e i Maler convivevano pacificamente, separati ognuno nel proprio territorio, grazie a una regola aurea: non mischiarsi tra loro. Questa semplice regola, però, era destinata a infrangersi, come la flebile pace che la accompagnava.
Una giovane ragazza dei Saire incontrò un ragazzo dei Maler. Il loro amore crebbe e diede origine alla prima bambina ibrida. L’unione era vietata per evitare di dar vita a una razza potentissima, capace di distruggere tutta Astram.
I due vennero scoperti insieme alla piccola bambina, e i due regni si dichiararono guerra, accusandosi a vicenda. Il caos regnò per millenni, un tempo brevissimo per le due popolazioni che vivevano in eterno, ma un lungo periodo per le Famiglie di Astram, che vivevano al massimo duecento anni.
I Maler avevano la meglio, stavano per vincere e avevano appena conquistato il castello dei Saire nella città di Othran, al centro di Astram. Nonostante la guerra devastasse le vite delle persone comuni, i Maler non aspettarono a festeggiare la loro così vicina vittoria e organizzarono un banchetto proprio in quel castello.
Tutti riuniti mangiarono e cantarono canzoni ormai dimenticate, finché una figura, coperta da un mantello rosso fuoco, non entrò nella sala principale con in braccio la piccola bambina. I Maler rimasero immobili al vedere quella creatura che simboleggiava l’unione dei due regni: piccola, fragile, di una bellezza immensa e allo stesso tempo la minaccia più grande che Astram avesse mai incontrato.
La figura si avvicinò al Re e pose la bambina davanti a lui, facendole toccare la sua fronte con quella piccola mano candida. Una luce forte e abbagliante avvolse tutto, partendo proprio da quel tocco, e tutti gli abitanti dei due regni scomparvero, facendo terminare la guerra.
Molti credono che la misteriosa figura che portava la bambina avesse usato una magia per bloccarli, e che la bambina in realtà sia l’attuale regina. Nessuno sa come siano andate veramente le cose, né chi fosse quella donna che portò la bambina lì, né dove siano finiti tutti gli abitanti di Saire e Maler.
E soprattutto, nessuno sa perché tutti i cittadini dei cinque Regni di Astram fossero rimasti in vita. Il tempo, però, seppellì queste domande sotto i piccoli problemi quotidiani, sotto una nuova era e il comando della regina Seira e delle cinque Famiglie.
Il Secondo Sorgere portava luce su Astram, nascondendo la verità nell’ombra.