Un dolce risveglio
Ѐ buio, un filo di vento accarezza il volto di un giovane ragazzo che apre gli occhi sentendo un lieve odore di fumo, guardandosi attorno capisce di essere dentro la sala di un cinema in rovina, i suoi occhi sono già abituati al buio dell’ambiente, quando, girandosi, si accorge che con lui c’è seduta nella poltrona a fianco una ragazza, ha la pelle chiara ed i suoi capelli, lunghi fino alle spalle, sono un un’innaturale color menta.
Lei lo guarda con uno sguardo annoiato, con la testa appoggiata allo schienale della poltrona.
Le labbra secche del ragazzo si aprono lievemente:
-Dove mi trovo?-
-Siamo in un vecchio cinema.- rivelò la ragazza calma.
-Cinema... chi sei tu?-
-Mi chiamo Lily, sono qui da un po’, volevo vedere un film.-
-Ci sono altre persone qui?-
-Certo che no, ormai la vita umana si è estinta praticamente del tutto, ma nemmeno gli animali se la cavano bene.-
-Il mondo è finito?! Non ricordo quasi nulla.- Disse sfregandosi gli occhi.
-In che anno siamo?-
-Ho smesso di tenerne conto, il tempo non ha molta importanza ormai.-
-Non mi ricordo come sono venuto qui, mi ci hai portato tu?-
-No, quando sono venuta qui non c’eri, ero andata a cercare di riparare il proiettore per vedere il mio film preferito e quando sono tornata eri qui che dormivi.-
-Perchè non mi hai svegliato?-
-Dormivi profondamente, io non riesco più a dormire così e non volevo svegliarti.-
-Ti ringrazio, quale film volevi vedere?.-
-“In the star”, era il mio film preferito.-
-Di cosa parla?.-
-Un uomo che parte dalla Terra per cercare un altro pianeta simile al nostro.-
-Cosa volevi fare dopo averlo rivisto?-
-Penso che morirò.-
-Perchè, stai male?-
-No, ma guardati attorno, non c’è più nulla da fare, la Terra è morta, i miei cari sono morti, tanto morirò lo stesso un giorno, quindi mi risparmio la noia.-
-Allora ti andrebbe di vederlo insieme prima?-
-Mi piacerebbe, ma il proiettore mentre ero su si è acceso un attimo e poi a preso fuoco, quindi è impossibile, comunque lo ricordo a memoria.-
-Me lo racconteresti?-
-Beh, dopotutto ho tutto il tempo, allora... -
Lily iniziò a raccontare il film al giovane come una madre racconta una fiaba al figlio, finita la storia, vide gli occhi del ragazzo brillare.
-Lily, voglio andare anche io nello spazio!-
-Non penso sia possibile, credo non valga la pena neanche viaggiare, ormai ci sono solo rovine in decadimento costante.-
-Prima non si poteva andare nello spazio?-
-Prima dell’apocalisse era appena finita la guerra e si voleva fuggire da questa roccia radioattiva, la meta più ambita all’ora era la Luna, dove sorgeva colossale la città con l’Eden 2.0, doveva essere visibile dalla Terra, se il cielo non fosse oscurato da quelle nuvole grigie ovviamente.-
-Che cosa sono la cittadella e l’Eden 2.0?-
-Esiste un’enorme città sulla Luna, per far respirare la città hanno costruito l’Eden 2.0, un giardino monumentale che si estende per chilometri con al suo interno ogni tipo di pianta e una vasta gamma di fauna autosufficiente.-
-Andiamoci!-
-Non credo sia fattibile, è inutile provare.-
-Sempre meglio di morire! Lily ho bisogno di te, non lasciarmi solo.-
-Ti sei affezionato in fretta, comunque come vorresti arrivarci?-
-Con un razzo. No?-
-Credi davvero ce ne siano ancora di funzionanti?-
-Certo, abbiamo tutto il tempo del mondo per cercarlo!-
-Effettivamente non ho molto meglio da fare, ed anche se non vi è più nulla lassù, non posso lasciarti da solo.-
-Perchè non c’è più nulla?-
-Probabilmente sono andati in rovina prima di noi.-
-Non importa, se vuoi dopo andiamo anche nel sole, ma voglio andare a vedere quel giardino, e ci voglio andare con te.-
-Va bene, va bene. Andremo se ti fa contento, tanto non ho solo di peggio da fare.-
-Me lo prometti?-
-Te lo prometto, andremo sulla Luna.-
-Evviva, andremo sulla Luna!-
-Ci serve una nave, l’unica che le produceva era la I.S.T International Satellite Transport , la loro base più vicina è un po’ lontana a piedi, ma ce la faremo, speriamo abbiano almeno dei pezzi.-
-Ce la faremo, ne sono sicuro!- disse saltando giù dalla poltrona con entusiasmo.
-Bene, la strada sarà lunga, ma aspetta, tu come ti chiami?-
-Come mi chiamo...io sono, Oscar!-
-Va bene Oscar, adiamo.-
Una volta usciti dal cinema si incamminarono tra le rovine della grigia città distrutta verso la sede dell’I.S.T.