Capitolo 1: Lo sbaglio
POV MIA
La casa della nonna è la cosa più bella che io abbia mai visto. Ogni volta che arriviamo, mi sembra di entrare in un sogno: è enorme, bianca con le persiane verdi, ha una piscina che riflette il cielo e un giardino così pieno di fiori da sembrare una favola. Ovunque guardi, ci sono colori, profumi, cuscini morbidi, e angoli dove puoi sdraiarti a leggere o fare finta di essere una principessa in vacanza.
lo, Betty e Emy - le mie sorelle gemelle - ci veniamo ogni estate. Siamo nate tutte e tre lo stesso giorno, ma siamo diverse come il giorno e la notte. lo sono quella che pensa troppo.
Betty è quella che parla troppo. E Emy... lei è quella che fa troppo. Sempre la prima a combinare qualche guaio.
Quella mattina la mamma ci ha detto
chiaramente:
«Non toccate la cucina. Non il forno. Non il
microonde. Se fate disastri, giuro che vi spedisco in montagna a togliere erbacce per tutta l'estate.»
Avevo annuito come una brava figlia.
Ma poi Amy ha fatto quella sua faccia da "ho un'idea geniale"
e ha detto:
«Facciamo una torta. La nonna sarà contentissima.»
lo ho provato a dire di no. Ma Betty ha già tirato fuori la farina.
«Una torta piccola. Al cioccolato. Facile!» ha detto Emy.
Beh. Non era per niente facile.
Abbiamo sbagliato tutto: le dosi, gli ingredienti, e poi... abbiamo messo l'impasto in una ciotola di metallo. Nel microonde.
BOOM.
Un'esplosione vera. Un botto che ha fatto tremare pure il tavolo.
Fumo. Odore di bruciato. Gocce di cioccolato schizzate sulle pareti.
Sono rimasta ferma, con le mani sporche di cacao e gli occhi spalancati.
«Oddio. Siamo... morte.»
POV BETTY
Okay, forse mettere quella ciotola di metallo nel microonde *non è stata l'idea migliore della mia vita*. Ma non è colpa mia se nel video non c'era scritto di NON farlo! E poi, a mia discolpa, la cioccolata sembrava perfetta. Fino al momento in cui è esplosa come un vulcano arrabbiato.
Mi sono coperta la faccia con le mani. Quando ho riaperto gli occhi, sembrava che una *torta bomba* fosse esplosa in tutta la cucina. Gocce ovunque. Mia era impietrita. Emy rideva. l... io ho cercato un piano. Ma non avevamo neanche un tovagliolo.
«Oh no... la mamma ci uccide. Tipo sul serio.»
ho sussurrato.
POV EMY
Il fumo che si alzava dal microonde sembrava
riempire tutta la cucina, e proprio quando pensavo che la situazione non potesse peggiorare, ho sentito il suono del cancello.
Era il suono che nessuno di noi voleva sentire in
quel momento.
Era la mamma.
«Siete matte?!» ha urlato appena entrata, con la busta della spesa ancora in mano, che ha lasciato cadere per terra con un colpo secco.
«Vi avevo detto di non toccare niente! Ma niente!
E voi... avet —»
Si è fermata, fissandoci tutte. Non aveva bisogno di dire altro: i suoi occhi parlavano per lei. La cucina era un disastro completo. Il microonde fumava, la ciotola era a pezzi e il pavimento era ricoperto di macchie.
Un silenzio imbarazzante ha preso il posto della rabbia.
Poi, senza preavviso, ha parlato di nuovo, ma questa volta con voce tagliente.
«Adesso basta!»
Le sue parole ci sono entrate dritte nel cuore.
Sapevamo cosa stava per succedere, e non c'era modo di scappare.
«Vi avevo avvertito,» ha continuato, il tono pieno di autorità. «Ora vi tocca una punizione che vi ricorderete per un po'.»
Guardando ognuna di noi, ha aggiunto con fermezza:
«Oggi dovete pulire la macchia che avete lasciato sul pavimento, il salone e il bagno gigantesco. Ma non finisce qui. Dovrete anche ripulire tutto il giardino. E se vi lamentate, aggiungo altri compiti.»
lo e le ragazze ci siamo scambiate uno sguardo d'intesa. Nessuna di noi voleva che accadesse, ma sapevamo che non avevamo scelta. Non c'era via di scampo. La mamma aveva parlato, e
quella punizione era la nostra nuova realtà.
La sua voce, nonostante fosse calma, ci faceva tremare.
L'unica cosa che potevo fare era annuire, insieme alle altre, senza dire una parola.
POV MIA
La cucina era un vero disastro. Io, Betty ed Emy ci eravamo messe al lavoro, ma sembrava che più cercassimo di pulire, più il casino aumentasse.
Betty era impegnata a lavare i piatti, facendo scivolare tra le mani bicchieri e tazze, con qualche piccolo strillo di frustrazione ogni volta che il detersivo finiva nella spugna. «Ok, questa è davvero l'ultima volta che facciamo una torta,» si lamentava, ma sapevo che stavamo solo cercando di distrarci un po' dalla noia.
Nel frattempo, io stavo cercando di passare l'aspirapolvere. La polvere sotto il tavolo non voleva proprio andarsene. Pensavo che sarebbe
stato tutto più semplice, ma non riuscivo a far sparire le briciole. Mi girai verso *Emy*, che cercava di pulire i vetri. Era comicamente concentrata, come se ogni angolo della finestra avesse un mistero da risolvere. «Ti aiuto con i vetri?» le chiesi.
«No, è sotto controllo,» rispose, anche se aveva già passato il panno tre volte nello stesso posto.
Poi, finalmente, siamo andate in giardino. Non avevamo più scuse. La macchia era ancora lì, grande e scura, proprio nel centro del prato. Si perchè non avevamo calcolato le finestre aperte e quindi la macchia è volata anche in giardino. Sorprendente? Si e anche realistico.
Betty si era armata di paletta e rastrello, cercando di raccogliere il più possibile senza spostare troppo la terra. lo cercavo di raschiare la parte più difficile, ma non era poi così complicato. Ogni tanto scappava una risata nervosa, mentre cercavamo di rimediare al disastro.
Quando ci siamo finalmente spostate nel bagno, la punizione stava diventando più leggera.
Betty si era occupata di spazzare il pavimento, mentre io e Emy sistemavamo il lavandino e la doccia. Anche se c'era ancora tanto da fare, non ci sembrava più così terribile come all'inizio. In fondo, la mamma non ci stava nemmeno guardando più intensamente. Eravamo tutte stanche, ma nel cuore sapevamo che avremmo sistemato tutto e che, prima o poi, la fatica
sarebbe finita.
Alla fine, la casa sembrava di nuovo in ordine, e noi, con il fiato corto e le mani stanche, ci siamo guardate. Non era stata una punizione da dimenticare, ma in qualche modo ce l'avevamo fatta.
POV BETTY
Il rumore dell'acqua che scorreva nel lavandino sembrava più forte del solito, forse perché stavo cercando di non pensare alla fatica che avevamo davanti. Non riuscivo a smettere di pensare a quanto fosse ingiusta la punizione. Non avevamo distrutto il mondo, avevamo solo cercato di fare una torta, per l'amor del cielo!
Le mani, bagnate e insaponate, cominciavano a scivolare sul piatto, ma non mi fermavo. Non che mi piacesse farlo, eh. Se devo essere sincera, avrei preferito essere altrove, tipo a guardare una serie TV o a fare qualsiasi altra cosa che non comportasse sforzi fisici. Ma non potevo mollare, non stavamo nemmeno finendo di lavare i piatti e c'era ancora una montagna di roba da fare
Mentre lavavo, sentivo le voci di Mia e Emy che si scambiavano battute e risate, ma non riuscivo a smettere di pensare che questa punizione non fosse giusta. Ma poi pensavo a quanto fosse strano che, nonostante tutto, eravamo tutte in questa situazione insieme. E non potevo fare a meno di sorridere per quanto eravamo diverse, eppure eravamo sempre insieme.
Mia si lamentava della polvere che non spariva mai, ed era sempre la solita. Per lei, era un grosso problema non riuscire a fare tutto alla perfezione, ma a volte l'ansia che aveva la rendeva ancora più impaziente. Lei voleva sempre che tutto fosse sistemato subito, senza perdere tempo. Era la più organizzata di noi tre, ma anche la più suscettibile.
Poi c'era Emy, che sembrava un po' più rilassata, ma a modo suo. Si stava occupando dei vetri, ma non sembrava che si stesse davvero impegnando. Eppure, le sue battute sdrammatizzavano sempre tutto. La conoscevo abbastanza da sapere che stava cercando di non farci pensare troppo alla punizione. Ogni tanto si metteva a fare qualche movimento strano con il panno, come se fosse a una festa,
per farci ridere.