LE STELLE SQUARCIANO IL BUIO

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Summary

Dopo anni di assenza, un uomo ritorna nella città della sua giovinezza, portando con sé il peso di esperienze e ricordi che l'hanno temprato ma non guarito. Le strade che un tempo conosceva sembrano diverse, eppure il richiamo del passato lo conduce verso vecchi amici, luoghi familiari e legami che credeva perduti. Ma la sua città non è più la stessa: durante una grande festa cittadina, il simbolo del potere e della corruzione viene ucciso in circostanze misteriose. Tra la folla festante, un volto sconosciuto fugge, e chi ritorna dovrà inseguire verità sepolte e affrontare inganni che travalicano ogni confine morale. Con il fratello ormai pronto a prendere le redini del potere, il protagonista si trova intrappolato tra lealtà familiari, giustizia e desiderio di vendetta. In un mondo dove nulla è come appare, ogni scelta pesa, ogni segreto può cambiare il corso degli eventi, e ogni passo verso la verità lo avvicina a scoprire chi è davvero.

Genre
Romance
Author
ImpZenon
Status
Excerpt
Chapters
2
Rating
n/a
Age Rating
18+

CAPITOLO 1: L’ABBANDONO

Della mia infanzia non ricordo molto. Ho ricordi come immagini, come sogni che affiorano ogni tanto alla mente. Ricordo il sole illuminare un vasto terreno, un vecchio dalle mani sporche di terra, lavorare dal giorno alla notte senza sosta. Ricordo le mucche e i cavalli pascolare e correre, forse, fino al tramonto.

All’arrivo della sera, la mia mente associa l’immagine di una topaia fatta di legno e fumo. Dentro, sentivo voci, tante voci. Ridevano, discutevano, vivevano. Non so dire chi fossero esattamente, ma sentivo di appartenere a quel posto.

A ricordarmi di quel tempo è una vecchia lettera, rovinata dall’umidità. L’inchiostro è sbiadito, ma sul retro resiste un disegno che raffigura sette figure.

Due sono anziani, hanno il volto di chi ha lavorato per tutta la vita. Gli altri quattro sembrano fratelli e sorelle: giovani, semplici, con l’aria di chi conosce la fatica ma non ha perso il sorriso.

L’ultima figura è quella che non so spiegarmi. Indossa una tunica di seta, più raffinata e curata rispetto agli abiti modesti degli altri. Sul petto porta una fondina a croce, ben visibile, da cui spuntano piccoli pugnali da lancio. Non ha l’aria di un contadino.

Nonostante i volti stanchi e le mani consumate, i sette sono ritratti in un momento di spensieratezza e allegria.

In basso, sotto il disegno, sopravvivono ancora alcune parole, sebbene incerte e irregolari. Dovevano far parte di un discorso ben più ampio, ma si scorge soltanto:

“…Degno del tempo…

La liceità muore nella legittimità delle azioni”

Di quella famiglia non so più nulla. Ma quella carta la porto ancora con me.