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Rosso paprika

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Summary

Viaggio assurdo, nichilista e satirico nelle memorie di una "sbandata" che vive su una piccola isola. IL LIBRO NON È CONSIGLIATO AD UN PUBBLICO DI MINORI. PER LA VERSIONE COMPLETA, LO TROVI SU GOOGLE!

Genre
Humor
Author
RIGBY
Status
8mo ago
Chapters
1
Rating
n/a
Age Rating
18+

Capitolo 1: Sveglia mattutina

AVVISO: LA GRAMMATICA È VOLUTAMENTE ERRATA IN MOLTI PUNTI DEL RACCONTO PER SIMBOLEGGIARE LO STATO MENTALE DELLA PROTAGONISTA, LUNGI DA ME L’ESSERE CHIAMATO IGNORANTE.

Dopo una lunga notte intensa, Zaria si risvegliò, a sua sorpresa, sul terrazzo di un palazzo di 18 piani. La sua prima considerazione fu quella che non doveva aver fatto troppo sesso-bamba la sera prima, ciò non spiegava il perché si trovasse lì. 340 metri mica sono cazzate...

Sentì nella sua testa una voce che diceva :"potevi risparmiartelo, maledetta ninfomane ", poi un' altra che diceva "stracacchio, stavolta ha ragione lui". La sua coscienza? Allucinazioni post-cocaina ? Non lo sapeva più nemmeno lei.

LE.

La ragazza era già esile di suo, aveva tratti asiatici simil-cinesi (che lasciavano intendere una probabile discendenza) e un pacato senso dell' umorismo. In quel momento la ragazza era spaesata, scossa, non sapeva più che santi piangere o bestemmiare, aveva fatto il rosario al contrario. Mossa da un' estremo atto di amor proprio, trovò vicino a lei un quadernetto, con dei numeri segnati sopra. Cancellò quasi tutti i numeri, depennandoli tutti tranne uno :"Letizia, la regina che ti vizia", poteva sempre tornare utile. Letizia è un nome importante. Iniziò a scrivere una sorta di diario di bordo misto a momenti di nostalgia abbastanza profondi perché per ironia della sorte quel palazzo era lo stesso dove abitava sua nonna anni prima, “misteriosamente” scomparsa. Giravano voci attorno a un caso di omicidio aggravato di 359 coltellate, e i principali indagati furono:

-Il fratello dello zio del cugino di quinto grado dello zio compost di nonno Pino della moglie del cugino di Lello Laforgia del marito del padre del figlio e dello spirito Santo amen.

-il postino Pat.

-la figlia (nonché madre della protagonista del diario).

Amava e odiava quel palazzo, sua luce e sua condanna, salvo per i condomini, quelli erano un “pain in the ass” per inglesizzare un po’ (non il fiume eh, si intende la particella modale che indica l’ abbreviazione di poco, per favore non partiamo con le salvinate eh…). Una delle tante cose che amava fare da quel palazzo era arrivare lì per la cosiddetta "ora d'oro", i più giovani tra voi la conosceranno grazie ai vari social, per i vecchi di merda, il crepuscolo.

Il caso volle che il suo tormento di Tantalo non finisse lì, aveva fame. Dall' alto scorgeva il negozio LIDU, pullulante di cibo e bevande. Quanto avrebbe pagato per anche solo entrare in quel negozio. Per non farci mancare nulla, cristo decise di fare l’urinata del secolo, e buttò acqua a dirotto sulla terra. La povera bestia Tentava di coprirsi dall'acqua mettendosi sotto l' anticamera di accesso della tromba delle scale (l' anticamera d’accesso… chi cazzo sono!? Eminem?) . Il giorno dopo, i segni di disidratazione erano fortemente presenti e notevoli, pensò tra sé e sé "L' uomo é impotente rispetto alla natura". Quella sera, distratta, si appoggiò sulla porta della tromba delle scale "La porta... Ma é aperta!! Ma o sono ritardata oppure sto fatta assai", detto ciò aprì la porta, e correndo uscì dall' edificio pensando "fanculo natura; io 1 tu 0 XD LOLLONE", ma la sua vita non sembrava prendere pace, le mancava un’ obiettivo, una di quelle cose che ti fa alzare la mattina oltreché la sveglia. Il suo infimo pensiero era una maschera di merda. Tutto, proprio tutto, non sembrava più lo stesso. Decise di compiere un' atto drastico, sarebbe morta? Non lo sapeva (che cazzo sono un’ oracolo io?), ma non gliene fregava più nulla oramai, il suo unico scopo vitale era quello di finire la sua biografia. Ora, contestualizziamo. Questa autobiografia è stata ritrovata da me dopo tanti anni, infatti venne scritta dal 2015 a poco tempo fa da me 马 , ed in sintesi parlava di:

-i suoi ricordi della prima infanzia

-il suo rapporto speciale con il Lunedì

-lei e la droga

-lei e il sesso

-vita quotidiana... (Insomma, la routine quasi ordinaria)

- PENSIERI DI MORTE

-curriculum vitae

-Zeta di ...

-Gli scout (una grande cazzata)

-sport e vita atletica

-la vita é bella(?)

-certe notti magiche

-i suoi migliori giorni

-conclusione (ma non finirà qui, forse).

-postfazione,

Il resto sarà un mistero.

Per quanto riguarda il linguaggio che usavano in quella città era molto colorito, perciò non impressionarti nel vedere parolacce, bestemmie ecc...

Per quanto fosse sttrana e ambigua, lei non rimase in quella città. Nelle cronache che leggeremo infatti, non viene detto dove andrà, scelta fatta da me intenzionalmente per tutelare la privacy (la mia privacy se no mi viene sotto casa con una mazza) ma inventerò un nome per l' altra città completamente diverso, con riferimenti al mondo reale. Se vivete nella città che descrivo, accettatene la Critica.

Per quanto riguarda la città-stato si parlava un dialetto oramai defunto poiché tutti, salvo la puttanella famosa di cui parleremo, sono morti (forse, abbiamo perso i contatti e chi cazzo la conosce davvero). Il dialetto era chiamato "vernacolo catald… ehm farladino", era simile allo spagnolo ma un po' più simile ai dialetti meridionali, più precisamente simile a Tard’abbash. Una frase basilare tipica del paesino era:"?cumu ti chiame¿", i punti interrogativi ed esclamativi erano al contrario. Il dominio era .TV, quindi si vendevano la terra ai vari DAZON, NBEI E ALTRI.

ALCUNE DELLE FESTE ERANO MERAVIGLIOSE, ALTRE PERÒ ERANO ORGANIZZATE COL CULO, eccone una rapida lista:

Pride (eh si, anche se finiva a manganellate, quindi credo che il suo unico scopo fosse scovare gli omosessuali e punirli con la peggior arma dell’ uomo:”la critica o le mazzate in nome di dio”. Il saggio scriveva: ”Cosa pensi tenga più a bada, rima baciata o mazza chiodata?”)

Il capodanno cinese, un progetto portato avanti dall' università CINESE (SPOILER INSEGNAVA A FARE LE COPIE BRUTTE, non la lingua)

E finalmente, il mio preferito:

IL FESTIVAL DELL' ALBA.

CASINO, MAZZATE, ALCOL E DROGA FINO AL MATTINO, PRATICAMENTE UNA PICCOLA WOODSTOCK DI 1 GIORNO, CON CANTANTI DECISAMENTE PIÙ SCARSI come

I COLDPLAID,

I SISTEMI DEI DOWN,

CAPATONDA (non l' attore ma il cantante) E ALTRI.

Zaria era una madrelingua di questo linguaggio e avrebbero potuto prenderla a lavorare a trilingo, come addetta alla mondezza ovviamente. Non era brava in niente secondo lei. Lo credo anche io. Lo credono tutti dai, non diamole false speranze.

Ma perché era diventata così?

Lei da piccola ADORAVA la città, era tutto il suo mondo, un mondo piccolo per una persona piccola. L' arcipelago di Jalas e Meteora… o meteora? Aspettate un secondino eh…

Ah, si Meteora perché lo porta come nome proprio sull'Atlante.

Dopo aver ringraziato Atlante per il suo servizio torniamo a noi.

L' Arciga...pelago sorgeva nel centro del Mediterraneo, aveva un linguaggio autoctono affiancato all' italiano come lingua veicolare, non se la riuscirono a scrollare di dosso nemmeno con la primavera araba. L' isola maggiore aveva una superficie di 21 km², con una densità di 1 ab/km², quindi con 21 isolani, Meteora stava tipo la zona EUR, quindi ci abitavano pochi e dico pochi eletti.

Tornando a noi, questa è tutta la vita di Zaria finora(almeno le cose di cui andava più fiera, ma riguardando il manoscritto, che vita triste), anche se di vita non ha vissuto ancora un cazzo, per ora.

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