Indice Umano

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Summary

In una società dove ogni persona è valutata da un numero visibile sopra la propria testa, il valore umano è diventato una semplice statistica. Alex vive tranquillamente con un punteggio di 82, abbastanza alto da garantirgli una vita normale e lontana dai problemi del sistema. Ma tutto cambia quando incontra un uomo con un indice impossibile: 12. Mentre il suo punteggio inizia lentamente a scendere e l'HumanWatch segnala anomalie sempre più inquietanti, Alex comincia a rendersi conto che il sistema che dovrebbe mantenere l'ordine forse nasconde qualcosa di molto più oscuro. Perché in un mondo dove il valore delle persone è ridotto a un numero, la vera domanda non è quanto vali... ma cosa succede quando smetti di valere abbastanza

Genre
Thriller
Author
Andrew_
Status
Ongoing
Chapters
2
Rating
n/a
Age Rating
16+

Chapter 1 -82

Alex non aveva mai sopportato il silenzio degli ascensori. Non quello vero, almeno. Quello strano silenzio fatto di sguardi veloci, respiri trattenuti e persone che fingono di non guardarsi. Quella mattina erano in quattro: una donna con una borsa troppo grande per essere davvero utile, un ragazzo con le cuffie che fissava lo schermo del telefono e un uomo anziano che sembrava trovare il pavimento molto più interessante di qualsiasi altra cosa.Alex si sistemò distrattamente le maniche della giacca e rimase immobile vicino alla parete. Sentiva comunque gli occhi degli altri addosso. Non esattamente su di lui, più in alto. Succedeva sempre.Il ragazzo con le cuffie alzò lo sguardo per un secondo. Non guardò Alex negli occhi. Guardò sopra la sua testa. Poi tornò immediatamente al telefono, come se non fosse successo niente. La donna fece lo stesso poco dopo, in modo quasi involontario.Era un gesto automatico. Tutti lo facevano. Nessuno lo ammetteva.Alex sollevò appena lo sguardo verso lo specchio dell’ascensore. Nel riflesso lo vide subito. Il numero sospeso sopra la sua testa brillava con una luce tenue, quasi discreta. 82 Non era male. Non era neanche eccezionale. Ma era abbastanza alto da vivere tranquillo. Abbastanza basso da ricordarti che poteva cambiare in qualsiasi momento.Le porte dell’ascensore si aprirono con un suono metallico e il ragazzo uscì per primo. La donna lo seguì, ma esitò un attimo nel corridoio. Alex la vide voltarsi verso qualcuno fuori dall’inquadratura dell’ascensore. Sorrise.Subito dopo il numero sopra la sua testa cambiò. 73 → 74 Un piccolo aumento. Quasi invisibile, se non si stava guardando proprio in quel momento.La donna sembrò accorgersene e si raddrizzò appena, come se quel singolo punto in più avesse alleggerito qualcosa dentro di lei.Alex uscì dall’ascensore senza pensarci troppo. Il corridoio dell’ufficio era illuminato da luci fredde e uniformi. Gente che camminava, gente che parlava a bassa voce, gente che controllava schermi.E numeri.Numeri ovunque.91 sopra la testa di una donna che rideva con due colleghi.67 sopra un uomo che camminava troppo velocemente.88 sopra qualcuno che salutava tutti con un entusiasmo quasi artificiale.I numeri fluttuavano sopra le persone come piccoli segnali luminosi. Nessuno li fissava apertamente. Ma tutti li vedevano.Era impossibile non farlo.Alex attraversò il corridoio e salutò Marco della contabilità. Luca rispose con un sorriso immediato, perfetto, quasi allenato. Sopra la sua testa il numero era 93. Luca aveva sempre numeri altissimi. Era il tipo di persona che rideva alle battute del capo anche quando non facevano ridere.Alex arrivò alla sua scrivania e lasciò la giacca sulla sedia. Il computer si accese automaticamente appena si sedette. Lo schermo mostrò le solite notifiche del mattino.Per un momento rimase fermo, poi abbassò lo sguardo verso il polso.L’orologio vibrò appena.Il display si illuminò con una luce fredda. HumanWatch Indice personale: 82Stabilità sociale: regolare Alex lo fissò per qualche secondo. Era lo stesso numero che vedeva sopra la sua testa ogni giorno. Lo stesso numero che tutti vedevano.Tutti avevano quell’orologio.All’inizio lo chiamavano un progresso. Un modo per rendere la società più giusta, più trasparente.Col tempo nessuno si era più chiesto se fosse davvero così.Alex non ricordava nemmeno quando aveva iniziato a indossarlo.Una piccola finestra comparve nell’angolo. Aggiornamento giornaliero completato. Niente di strano. Succedeva ogni giorno.Alex stava già per chiuderla quando notò una riga sotto il messaggio. Variazione recente: −8 Rimase immobile per un secondo. −8? Non ricordava di aver fatto nulla di particolare quella mattina.Si guardò intorno lentamente. Tutto sembrava normale. Le persone lavoravano, parlavano, digitavano sui computer. I numeri sopra le loro teste restavano stabili, quasi rassicuranti.Poi qualcuno passò nel corridoio dietro le file di scrivanie.Alex alzò lo sguardo quasi per caso.Un uomo stava camminando lentamente lungo il corridoio. Non sembrava diverso dagli altri, eppure qualcosa nell’aria cambiò mentre passava. Nessuno lo salutò. Nessuno lo guardò davvero. Ma le persone si spostavano leggermente quando lui si avvicinava, come se stessero evitando qualcosa.Alex non capì subito perché.Poi vide il numero sopra la sua testa.Non era semplicemente basso.Era quasi impossibile. 12 L’uomo sollevò lo sguardo e i loro occhi si incontrarono per un istante. Poi sorrise.Non era un sorriso gentile.Era il sorriso di qualcuno che aveva già capito qualcosa che gli altri non avevano ancora iniziato a sospettare.