Il cerchio perfetto

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Summary

Un incontro casuale in una sera di giugno accende tra Emma e Tommaso una passione travolgente e clandestina. Tra fughe audaci e desideri inconfessabili, il loro legame sfida i confini dei rispettivi matrimoni, finché un incredibile gioco del destino non rimescola tutte le carte. Quello che era nato come un tradimento si trasforma in un’insolita e felice convivenza, dove il cerchio si chiude riportando ogni cosa al suo posto.

Status
Complete
Chapters
6
Rating
n/a
Age Rating
18+

Chapter 1: Destini Incrociati


Tutto ebbe inizio in un venerdì sera di giugno, uno di quelli in cui l’aria profuma già di vacanza. 

Mio marito era a cena con la squadra di calcio e io, inizialmente destinata a una serata tranquilla con mia figlia, decisi all’ultimo di cambiare programma: chiamai le colleghe per un aperitivo al mare. 

Mia figlia sarebbe rimasta con i nonni.

Mi preparai con cura: una camicia bianca scollata, jeans neri, rossetto rosso e un sandalo col tacco che mi faceva sentire sicura. 

Una collega passò a prendermi; l’idea era che, a fine serata, mi avrebbe riportata a casa mio marito.

Il locale era il cuore pulsante del lungomare. Tra la folla, lo vidi. Tommaso. Un medico della mia città, qualche anno più di me. 

Era splendido: alto, brizzolato quanto basta, la pelle già ambrata dal primo sole e un sorriso capace di disarmarmi a distanza. 

Lo seguivo da tempo sui social e lo osservavo da lontano ogni volta che le nostre orbite si incrociavano per caso.

Il primo contatto avvenne in bagno, dove ero andata con Alice, la mia collega del back-office. Mentre commentavamo i cambiamenti del locale negli anni, entrò lui. Lavandosi le mani, si inserì con naturalezza nel discorso: "Anche io passavo le mie serate qui vent'anni fa. Se ripenso a quanto abbiamo bevuto... eravamo giovanissimi".

Ridemmo tutti e tre, ma sentii il suo sguardo indugiare su di me un secondo di troppo. Uno sguardo complice, furbo, che non aveva bisogno di parole.

Il secondo round fu al bancone. Io con il mio solito Negroni, lui con un Gin Tonic.

“Comunque, io sono Tommaso."

“Emma."

Ci stringemmo la mano mentre il caos del locale ci scivolava addosso. Parlammo fitto, ignorando le incursioni degli amici ormai su di giri. Quando la serata iniziò a scemare, propose: “Ti riaccompagno io, se vuoi".

Annuii senza esitare.

Inviai un messaggio rapido a mio marito: <<Torno con Alice, qui stanno andando tutti via.>>

La sua risposta fu distratta: <<Ok, noi siamo ancora al secondo giro, si farà tardi. Ci vediamo a casa!>>

Tommaso mi aspettava sulla sua Smart bianca. “Macchina da rimorchio!", scherzai. “L'avevo anche io da ragazza, era comodissima.”

Prese la strada più lunga. Parlammo di tutto — musica, sport, vita — come se ci conoscessimo da una vita intera. 

Mi lasciò all’imbocco della mia via: “Alla prossima, allora.”

“Buonanotte, Tommaso"

Mio marito rientrò due ore dopo, alterato dall'alcol; un bacio sbrigativo e crollò nel sonno. Io, invece, rimasi sveglia con l'immagine di Tommaso stampata sotto le palpebre.