La battaglia
Eravamo a uno stallo. Il mietitore Gabriel stringeva tra le sue fredde braccia la piccola Angela. La bambina piangeva disperata, mentre lui ringhiava e minacciava di sparare, rivolgendo la pistola contro la sua testa.Io e Nick ci trovavamo uno di fronte all’altra. Gabriel ci esortava a combattere fino alla morte in cambio della vita della piccola. Non sapevo cosa fare. Vedevo che anche Nick era pietrificato dinnanzi a quella scelta atroce: attaccarmi o mettere a rischio la vita della sorellina. Io lo amavo così tanto che non sarei mai riuscita ad accanirmi contro di lui.In un baleno, i suoi occhi si riempirono di gentilezza. Lo vidi prendere un profondo respiro, come se avesse appena preso una decisione solenne, di quelle che non ammettono repliche.Con una voce poco più che sussurrata mi chiese: «Ti ricordi cosa ti dissi quella volta al parco?»La mia mente tornò a quel giorno. Nick mi stringeva le mani e, lentamente, aveva iniziato a parlare.—Sai, fino a pochi mesi fa c’erano solo due persone al mondo per cui avrei dato tutto me stesso... ma ora, beh... ora sono tre.—Di chi stai parlando?— avevo ribattuto, incuriosita e sospettosa.—Sto parlando della mia sorellina Angela e di mia madre. Mio fratello Darren è morto senza che io potessi fare nulla, ed è un tormento che mi porto dentro ancora oggi. Ma ora c’è anche un’altra persona...—Chi?— chiesi, ancora più stizzita.—Te.Per un attimo mi parve che il mio cuore si fermasse. Un rigagnolo di lacrime mi rigò il viso.Nick aveva proseguito con aria serena ma perentoria: «Se mai dovessimo trovarci l’uno contro l’altra, sarai tu a dover sopravvivere. Io non sfiorerò mai più la tua pelle con una lama».Quest’ultima frase mi aveva fatto sobbalzare. Ero scoppiata a piangere sulla sua spalla. Quando, dopo alcune ore, era giunta l’alba e ci eravamo ritrovati nel mio letto, non avevo smesso di pensarci.Era questo il vero amore? Mettere qualcuno che si ama sopra se stessi.Il flashback durò solo pochi istanti. Si interruppe bruscamente quando vidi Nick corrermi incontro. Fingeva di colpirmi, ma stava lasciando volutamente la guardia scoperta.Quella danza straziante proseguì per alcuni minuti. Non riuscivo a trovare la forza di rivolgere la lama contro il suo petto, nonostante la sua ostinazione. Gabriel ci osservava con un ghigno malefico. Poi, all’improvviso, sentii il sangue caldo di Nick addosso. Era corso intenzionalmente contro la mia lama. Scivolò a terra, con gli occhi fissi nei miei.Con un filo di voce, lo sentii sussurrare: «Prenditi cura di loro».In quel preciso istante tutto divenne vorticoso. Lui giaceva a terra e io ero in ginocchio sopra di lui. Piangevo, con le mani interamente ricoperte del suo sangue.Ricolma di rabbia e dolore strinsi i pugni. I miei occhi diventarono di un rosso accecante. Scattai a tutta velocità contro Gabriel, che in quel momento stava ancora ridendo. Prima che potessi colpirlo, però, mi sparò una seconda volta.Le ferite gocciolavano. Vidi Nick che, gravemente ferito e incapace di muoversi ma ancora vivo, tentava di porgermi qualcosa. Era il pugnale di Loki!Nonostante i nuovi colpi subiti, il mio corpo da vampiro si stava rimarginando abbastanza rapidamente da permettermi di afferrare l’arma. Attaccai il mietitore, che continuava a guardarmi con aria ironica. Il primo fendente andò a vuoto, ma il secondo lo colpì dritto al cuore.Con un urlo di dolore, Gabriel iniziò a barcollare rabbiosamente. Evidentemente non sapeva dell’esistenza di un’arma in grado di ferirlo a morte.—MALEDETTA! Maledetto abominio! Cosa hai fatto?!— ruggì. Aveva lo sguardo terrorizzato di chi vede compiersi il proprio destino.In un secondo la sua espressione si fece impassibile, poi il suo corpo si dissolse in cenere davanti ai miei occhi.Mentre le mie ferite terminavano di rimarginarsi, mossi i pochi passi che mi separavano da Nick. A quel punto aveva perso conoscenza. Notai con stupore che le mie lacrime, cadute sul suo petto, avevano cauterizzato e stabilizzato la ferita mortale. Nonostante questo, non si muoveva.Sentii un lievissimo battito, a malapena accennato, provenire dal suo petto. Piena di speranza lo presi in braccio per trasportarlo a casa, al sicuro, insieme alla madre e alla sorellina, entrambe sotto shock ma vive.Vegliai su di lui per tutto il tempo che mi fu possibile. Lo scontro, però, aveva prosciugato ogni mia energia. Avevo un disperato bisogno di sangue e di riposo. Decisi che sarebbe stato saggio trovare un donatore per rifocillarmi, così da potermi riprendere. In quello stato non potevo essere utile a nessuno, tanto meno a Nick.Trovai un ragazzo castano vicino al mio locale. Dietro una lauta ricompensa, mi permise di cibarmi del necessario per sopravvivere. Espletate le formalità, tornai il più rapidamente possibile a casa, dove la mia amica Lillian e Amir mi stavano aspettando con ansia. Erano in un profondo stato di agitazione.—Come stai? Cosa è successo?!— chiese Lillian, visibilmente sotto shock.Non sapevo cosa rispondere. Ero chiaramente sconvolta. Non capivo perché, nonostante avessi visto le mie lacrime curare quella profonda ferita, Nick fosse ancora privo di sensi.Amir lo esaminò attentamente, poi si espresse con aria enigmatica: «È in una sorta di coma autoindotto. Non so quando potrà riprendere conoscenza».In quel momento sentii il mondo crollarmi addosso per la seconda volta. Watchement il sole lentamente sorgeva all’orizzonte, chiusi gli occhi, addormentandomi stremata sul suo petto.








