Prologo
“Sarai solo per tutta la vita, se continuerai a vivere solo nei tuoi libri e non metterai mai il naso fuori da lì. Chiudi la bocca e lasciami mostrarti un mondo di cui non sospetti nemmeno l’esistenza.” Le sue parole suonarono come una sfida, come una chiamata all’azione.
Volevo ribattere, ma capii che aveva ragione. Questa consapevolezza mi colpì profondamente. Avevo sempre pensato che il mio mondo mi bastasse: il silenzio, i libri, un angolo intimo e accogliente dove nessuno chiedeva nulla in cambio. La mia mente si riempiva di storie in cui i protagonisti vivevano avventure, prendevano decisioni, cambiavano i destini. E io ero solo un osservatore che si nascondeva dalla realtà.
Mi ero spesso convinto che fosse meglio così. Perché immischiarsi in quel mondo frenetico, se si poteva semplicemente leggere, riflettere e rimanere al sicuro nel proprio mondo interiore? Ma in quel momento cominciai a dubitare. Perché avevo così tanta paura? Perché rinunciavo a tutto ciò che poteva essere reale, vivo? I libri erano forse diventati per me non solo un rifugio, ma anche una prigione da cui non riuscivo a fuggire?
Era il mio modo di evitare le persone, le loro emozioni e le complessità che non sapevo affrontare. Nei libri tutto era più semplice: non c’erano malintesi, sentimenti dolorosi o conversazioni difficili che potessero farmi perdere l’equilibrio.
Ma le sue parole squarciarono quel mondo e mi trascinarono fuori. Il suo sguardo era diretto, sicuro, e in esso non c’era alcun giudizio, ma solo la verità. Forse troppo dura, ma d’altronde la verità lo è sempre.
Capii che mi ero nascosto dietro ai libri per troppo tempo. Avevo evitato la vita, temendo ciò che non potevo controllare. Ma forse la risposta risiedeva proprio in quello: non nel controllo, ma nella capacità di vivere, lasciandosi andare. Vivere nel momento, sentire, percepire: ecco cosa mi ero perso.
Quell’istante divenne un punto di svolta. Mi resi conto che la mia vita non si limitava alle pagine dei libri, che non potevo essere solo un osservatore. Ero il protagonista, e se fossi rimasto in disparte, sarei rimasto un semplice spettatore della mia stessa storia.
Sapevo che non mi avrebbe lasciato in pace se non avessi fatto come voleva lei. Ero contrariato, non volevo quei vestiti, non volevo far parte del suo mondo. Non volevo che mi cambiasse. Volevo solo essere me stesso, restare quello che ero prima di lei. Ma tutto questo era inutile, le sue parole risuonavano già nelle mie orecchie e non potevo farci niente.








