Primo
Per iniziare bene la giornata ci vuole una buona dose di WWE. Molti vedono violenza e
linguaggio scurrile.
Ma....
Sono dei veri e propri attori stuntman.
Mentre io sogno di riuscire a fare la mia corsa mattutina senza slogarmi un piede o inciampare sul marciapiede.
Guardo l'orologio appeso al muro della cucina per niente del mio stile,
"stai cercando di temporeggiare "mi dico. In effetti è proprio vero non c'è nulla di peggio dei primi dieci minuti che necessita la mente per ingranare la marcia e fare attività fisica.
Infilo la felpa termica visto che l'umidità del mattino è letale alla mia età. E chiudo la porta dietro di me.
Il primo scoglio è andato.
All'esterno non si vede oltre il mezzo metro di distanza sembra di stare in mezzo alla campagna mantovana.
Invece sono in città e la nebbia mi entra nelle ossa come delle coltellate.
Faccio due falcate per non far irrigidire i muscoli. Un minuto di corsa sul posto e via.
Alla mattina c'è sempre un gran silenzio. Faccio molta fatica ad affrontare la preparazione ma una volta uscito mi sento come Rocky Balboa che corre per la vita non per la gloria. Anche se le due cose vanno di pari passo nel suo caso.
Il fiato inizia a bruciare nel petto quindi decellero a passo veloce per non raffreddarmi troppo, sto arrivando al parco di Boccaccio ormai a pochi metri e lì mi attende Claudia come ogni giorno. Una piccola gatta randagia, ha un difetto dalla nascita, Dietro ha una gamba più lunga dell'altra quindi zoppicca ma è molto più agile di altri gatti di mia conoscenza ed è altrettanto dolce. Le lascio sempre una manciata di crocchette del Pippo,una poltrona vivente e schivo. Non si sposta tranne per mangiare e sedersi in braccio.
Mentre lei è così piccola da farmi venire voglia di portarla a casa. Le accarezzo la testolina e rimetto la musica.
Proseguo verso il bar di Delizia tra qualche ora avrebbe aperto. Un paio di botti mi mettono in dubbio,tolgo una cuffia per capire se sono io che non mi sono mai accorto di questo suono o se proviene dal mondo.
Un vociare mi fa rivolgere lo sguardo verso l'alto, una scarpa vola giù in strada proprio in quel momento.
Una donna urlando aveva spalancato gli scuri contro il muro.
“Non sono d'accordo con te, ora ti mostro che faccio sul serio!”
Mentre guardo la scena mi sposto di qualche centimetro schivando una camicia con stampe floreali.
“Didi amore ti prego,mi imbarazza questo tuo atteggiamento. Ci sentiranno tutti i vicini”
E non solo... pensai prima di voltarmi e trovarmi davanti una ragazza con i capelli tutti arruffati raccolti velocemente in una cipolla.
Si spaventa anche lei, ma si raccoglie in una grande risata di compiacimento rendendosi conto di essere stata una sciocca a spaventarsi e si copre con una sciarpa di quelle che vanno di moda adesso.
Le sciarpcoperta le chiamo io. Perché potrei benissimo stendermi a letto e avvolgermi in una di queste.
Le mode dozzinali degli ultimi tempi mi fanno male agli occhi. Colori fluo e fantasie su qualsiasi oggetto. Facendo machy machy come dicono ora pure con i cani.
Torno alla realtà quando una mutanda in pizzo mi cade ai piedi.
Forse era il caso di defilarsi prima che inizi a lanciare cose più pesanti.
Al Delizia Giuliana non avrebbe mai creduto alla mia storia.
Arrivato mi precipitai a ordinare un caffè decaffeinato con latte di soia e una spolverata di cacao.
Un risino e una brioche integrale.
In fine attesi al solito tavolino di legno di fianco alla cucina.
Ed eccola come a preannunciare l'alba, la vidi arrivare sempre con un sorriso per ogni suo ospite, impossibile non sentirsi a casa.
Giuliana era dolce come la sua pasticceria.
Spalanco gli occhi per attirare la sua attenzione, ma è così di corsa per le colazioni mattutine
che sono costretto ad aspettare quaranta minuti buoni prima che si liberi. Alzo una mano
facendo segno di sedermi vicino a me.
“Cosa c'è?!” sussurra con voce tirata.
“Non indovinerai mai!”
“Quando dici così ti lascerei seduto a riflettere sulla tua perfidia. Odio essere tenuto sulla spina dorsale”
Le porgo il risino e mi allungo al suo fianco per non farmi sentire.
“Senti un po' che svolta! Finalmente si è deciso! Ora che quel fannullone è senza casa voglio
proprio vedere cosa si inventerà per tornare nelle sue grazie”
Tutti si aspettano una storia d'amore alla Bella ed Edward ma nessuno si rende conto della
realtà dei fatti.
Bisogna conoscere bene una persona, avere bene chiaro che avere gli stessi gusti può essere
un vantaggio. Avere degli obiettivi.
Vedere tutte queste coppie che si sfasciano mi fa capire che per ora sto bene come sto. Vedi i
miei. Separati e infelici. Almeno il 50% della coppia. Quello ferito vive in un limbo di dubbi e
incertezze. Mentre l'altro 50% si dà una seconda possibilità di essere felice con la speranza che
sia la volta buona.
No no, io e Pippo siamo una squadra compatta non ci starebbe un terzo compagno in mezzo
alla nostra vita. E soprattutto sul nostro divano, troppo piccolo per ospitarmi.
Almeno.. Se fossi con Giuliana magari ci penserei a cambiare divano. Questa volta è la volta
buona che le chiedo di uscire ,lo sento.
“Scusa hai una penna?”
Prendo il tovagliolino dal tavolo e lo ripiego.
“Non perderlo di nuovo”
Lo raccoglie con delicatezza come se fosse un tesoro sfiorandomi le dita.
“Ma cosa c'è scritto? Dimmelo ora fai prima”
In un attimo di agitazione mi dimentico come si fa a parlare
“me lo ridai un attimo? Mi sono dimenticato di aggiungere una cosa.. Te lo do dopo alla cassa”
“non lo perdere” mi fa eco e si volta per sparire in cucina, nel mentre ho già accartocciato il
fazzoletto e messo in tasca.
Esco dalla pasticceria incontrando un muro di nebbia e umidità che mi seguono fino a casa ,preferisco fingere di avere avuto un contrattempo ed essere dovuto andare via senza pagare, piuttosto di ammettere di avere paura di un rifiuto.
Scuoto le chiavi prima di inserirle nella serratura così Pippo si avvia verso l'ingresso per
salutarmi e per farsi riempire la ciotola una seconda volta.
“So che non elargisci amore gratis non ti preoccupare”
Apro l'anta sotto il lavello della cucina e tirando su la scatola mi ricordo che quella era l'ultima
scatola. Mi volto per scusarmi ma Pippo era già tornato alla sua postazione indignato per la mia
incuranza ai suoi bisogni.
“Forse dovevo prendere un cane” in tutta risposta ritira anche la coda che penzolava dal
bracciolo.
Mi faccio una doccia al volo e butto la tuta nella cesta del bucato. Domani è il mio giorno di riposo dico
contento di non dover mettere la sveglia.
Anche se il mio ufficio è sempre operativo.
3...2...1.
Toc! Toc!
“Salve Pomelli, cosa la porta da me a quest'ora?”
“Qualcuno mi sta spiando, ne sono sicuro”
Il signor Pomelli abita nel palazzo di fronte al mio ed è convinto di avere un corvo che lo spia
per conto della Russia il che è direi esilarante ma che non venga a saperlo lui.
In fin dei conti è una brava persona è solo con la testa un po' scombinato.
“Pomelli deve chiamare la protezione animali o andare dal ferramenta a farsi dare qualcosa da
mettere sulle finestre. La prego deve telefonare prima di venire qui. Potrei avere gente. Ora le dò un foglio e lei mi scriverà tutti i dettagli rilevanti lì sopra”
“Mi servirà più di un foglio”
Tiro un sospiro disperato prima di prendere dallo scaffale una manciata di fogli.
“Mi deve un pacco di penne a sfera ormai”
Il suono della scrittura mi faceva compagnia mentre leggevo i documenti del fattore Sarcedo ha
ha chiesto risarcimento per le sue mucche dopo l'attacco di un branco di lupi. Ma non ha mai
ricevuto l'assicurazione quindi eccomi qui a studiare un modo per salvare la sua fattoria.
“Qual è il caso di oggi?”
Inutile spiegargli che non è un caso ma una causa, mi limito a dirgli il nome
“Sarcedo.. “
“Urca! L'ho visto in paese due giorni fa in bici. Sembrava sconvolto”
“Non immagini quanto”
Apro il pacchetto di sigarette, l'ultima.
“faccio un giro, torno presto. Se arriva prima di me fallo accomodare”
“Se fossero i Russi?”
“tu chiedi chi è”
“potrebbero mentire”
“va bene lascia stare”
Non sarebbe la prima volta che lascia fuori anche me, a proposito le chiavi.
Accendo la sigaretta al termine della scalinata prima che mia madre mi urli dal piano di sotto
che respira fumo passivo nocivo alla salute.
Detto come se stesse leggendo un foglio illustrativo.
Entrando nella tabaccheria rivedo di spalle la ragazza di questa mattina , una coincidenza speriamo più piacevole della prima volta che ci siamo scontrati.
Lei è di spalle impegnata a leggere una rivista sullo scaffale.
“Il solito pacchetto di Cammel blu, per favore”
Non faccio in tempo a intavolare una conversazione che sento il campanello della porta aprirsi.
«Tipa insolita, eh?»
non so se era stata la mia espressione a tradirmi o anche lui la stava osservando di sottecchi, fingo di non sapere di cosa stesse parlando.
"Scusa parli della ragazza uscita di qui? Perché stavo guardando se stesse arrivando un cliente, dovrebbe essere qui a minuti"
"Meglio così,lei è la nipote di quel contadino...Saraceno?"
“Sarcedo” la redarguisco prima di imboccare la porta.
Una sensazione cresceva nelle mie viscere come la fame.
Passaggio nervoso verso casa, giocando con il portachiavi della mia squadra di calcio preferita.
Mio nipote mi ha fatto un portachiavi a mano ,non potevo che sfoggiarlo con gioia.
Sento un gran vociare, somigliano a delle risate e più salgo più mi rendo conto provengano del mio appartamento.
Possibile?
La porta è aperta e seduto sullo zerbino c'è Pippo che si fa accarezzare amorevolmente dalla ragazza “insolita” sicuramente per far scomodare Pippo ci vuole ben più che un carattere insipido e pallido.
Ma restava di cattivo gusto quella sciarp-coperta.
Pomelli chiacchierava tranquillamente in piedi sulla soglia.
“Devo dedurre che non è russa”
Alza lo sguardo facendomi notare che tra i lunghi capelli aveva degli enormi orecchini dorati a cerchio a chiudere in bellezza,sembrava che avesse fatto compere folli al mercatino delle pulci.
“Siamo giunti a un compromesso.” ho talento con le persone di solito,ma il fatto che vada cosi tanto a genio a questi due dice tanto su di lei.
“Sono il nipote di Patrizio Sarcedo ,lui è molto preso con la fattoria e sono venuta a dargli una mano.Pensa sia un problema parlare con me?”
“No ,affatto"dico mentre le faccio strada nel mio ufficio “come dicevo anche a lui per telefono ..c'è poco da fare in questi casi. Anche se ricevesse i soldi dell'assicurazione, non saranno mai sufficenti, visto le spese di mantenimento del animale e l'acquisto di uno nuovo .Per non pensare alle spese di trasporto della carcassa che è tutto a tue spese."
lei corruga la fronte
“Non si tratta di questo, cosa paghiamo a fare l'assicurazione, se nel momento tale che mi servono, non mi vengono dati.”
Lì per lì sembrava che non avesse chiaro il fatto che se vuoi mettere via i risparmi vai in una banca non dall'assicurazione.
“Ci sono molte cose da considerare,dovrebbe compilare delle carte e dichiarare com'è stata uccisa. Prendi un furgone e andare a prendere l'animale ucciso ,servono anche le carte identificative" resta in silenzio prima di estrarre un'agenda dove annota tutto quello le ho consigliato.
“Credo che per oggi abbiamo finito,vado subito a preparare le carte,le porterò una copia”
sembrava più in gamba del previsto.
“Non penso che serva un altro appuntamento”
in pochi secondi vedo il suo sguardo tenero e riflessivo farsi intenso e determinato "Non è una richiesta,le farò avere le copie.Mi sentirò io".