Draghi, La Grande Disfatta

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Summary

Riuscirà il nostro eroe a sconfiggere il virus e salvare l'Italia, con l'aiuto e la collaborazione dei suoi "preziosi alleati"?

Genre
Other
Author
Raf_Derose
Status
Complete
Chapters
1
Rating
n/a
Age Rating
13+

Draghi, La Grande Disfatta

Grande Draghi!

Tutti a osannarlo, come giusto, a incensarlo, a issarlo come vessillo della grande rinascita, della gloriosa vittoria sul demoniaco Covid, e dell’agognato ritorno al caffé al bar e allo happy hour (come, ci sono stati anche morti, drammi, penosi addii? Ah, sì, mi pare di averne sentito parlare… ma, a giudicare dai servizi che trasmettono nei telegiornali, pare che i danni principali siano stati, e siano, oltre a quelli economici dei gestori di tali servizi, il divieto di sedere a un tavolino a sorseggiare qualche bevanda o andare a sciare).

Certamente, ammiro una figura del suo calibro, e nutro una immensa fiducia in lui, ma ho paura che il suo compito sarà, più che arduo, proibitivo. Dubito che in Italia possa trovarsi un personaggio con un curriculum e un prestigio come i suoi, e quindi ritengo che non fosse possibile fare una scelta migliore (e i mercati, signori e padroni del pianeta, lo confermano), ma ho paura che la grande impresa attesa si trasformerà in una grande, disonorevole disfatta.

Quella di salvare l’Italia è certamente una sfida che rasenta l’impossibile, ma sono convinto che l’esimio professore prestato a finanza e politica avrebbe la preparazione e le capacità di vincerla, come ha dimostrato di saper fare in altri contesti di forse pari difficoltà. Ma l’impresa assurda da compiere sarà doverlo fare con la collaborazione delle forze politiche che hanno finora guidato l’Italia (e i risultati sono sotto gli occhi di tutti) e che non riescono nemmeno nell’attuale frangente a comportarsi in maniera responsabile e smettere di litigare. Ma che dico, “litigare”? Sarebbe anche giusto, sacrosanto, farlo, se si trattasse di difendere idee, progetti, decisioni. Ma l’impressione, netta, che si ha è che si tratti della solita oscena, vergognosa ed eterna battaglia di carattere elettorale mirata non a proporre e difendere soluzioni, ma solo a screditare un avversario politico, in questo momento addirittura “alleato”, per raggranellare un po’ di voti in più alla prossima consultazione elettorale. La sinistra che mugugna perché nella squadra di governo c’è troppa destra, la destra che si lamenta perché invece c’è troppa sinistra, alla faccia delle raccomandazioni del presidente Mattarella alle quali tutti plaudono e sostengono di volersi adeguare; e poi l’ultima, ridicola quanto irragionevole, querelle, quella sul numero delle donne presenti nella compagine di governo: maledizione, abbiamo le vite stravolte, c’è chi vive responsabilmente rinchiuso in casa in preda a ragionevoli timori e ha paura perfino di andare al supermercato a fare la spesa, e chi invece se ne strafrega e continua a far prosperare (crescete e moltiplicatevi, aveva detto un’illustre autorità a suo tempo, rivolta a ben altri esseri) un virus già bestiale in origine, che con le varie trasformazioni che riesce a permettersi grazie a questi incoscienti diventa sempre più aggressivo e pericoloso; c’è chi viene ridotto sul lastrico e rischia di non poter portare il pane a casa ai propri figli; c’è chi muore in solitudine, senza neppure il conforto di avere una persona amata accanto, e chi rimane si strugge all’idea di non poter salutare con un ultimo abbraccio al proprio caro; c’è chi viene rifiutato dagli ospedali perché non c’è posto e chi invece, più “fortunato”, riesce a salvarsi sottoponendosi a cure orribili al solo vederle; e queste “onorevoli” personalità che dovrebbero portare l’Italia fuori da tale tragedia pensano a discutere sul sesso degli angeli… pardon, dei ministri.

Siamo in un regime democratico, purtroppo, e questo, come ha impedito di fermare la pandemia facendo rispettare come dovuto i vietati assembramenti a colpi, quando necessario, di manganello, idranti e arresti, porrà ostacoli immensi al prof. Draghi (mi piace più chiamarlo professore che onorevole o presidente, non so spiegarmi il perché). Se fossimo in un regime dittatoriale, e il primo ministro avesse pieni poteri, una personalità con le sue caratteristiche potrebbe davvero farcela a salvare questo martoriato Paese. Ma se penso che dovrà avvalersi della collaborazione dei personaggi che ho citato prima, che dovranno discutere, valutare e autorizzare ogni sua prospettata decisione, e che approfittano di ogni scusa per accapigliarsi fra loro, il pessimismo mi assale.