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MINISTORIE DI MICHELLE RESINA

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Summary

Ministorie della scrittrice Michelle Resina Immagina un'anima curiosa, nutrita dalla passione per le parole, i colori e le melodie. Un'anima che ama perdersi tra le pagine di un libro, creare mondi con la penna, dare vita a immagini con pennelli e matite, e intrecciare emozioni in canzoni. La sua infanzia è stata un'ode alla spensieratezza, un'avventura tra i paesaggi incantati della Valchiusella, in Italia. Una valle magica, dove il verde intenso delle montagne si specchia nei fiumi cristallini, un rifugio che ha alimentato la sua immaginazione e plasmato le sue storie. Poi, il destino l'ha portata in Olanda, una terra lontana dai suoi sogni, dove le necessità hanno preso il sopravvento. Ma il fuoco creativo non si è mai spento. Dopo anni di silenzio, il coraggio ha riacceso la fiamma, spingendola a riprendere in mano i suoi desideri. Ora, le sue creazioni sono pronte a incantare il mondo. Preparati a essere trasportato in un universo di emozioni, dove le parole danzano con i colori e le note musicali. Buona lettura Copyright © 2025 Michelle Resina. Tutti i diritti riservati. ©

Status
Ongoing
Chapters
1
Rating
n/a
Age Rating
18+

EYNIS VARDA- L’ elfa Drago


Ministorie della scrittrice

Michelle Resina

Immagina un’anima curiosa, nutrita dalla passione per le parole, i colori e le melodie. Un’anima che ama perdersi tra le pagine di un libro, creare mondi con la penna, dare vita a immagini con pennelli e matite, e intrecciare emozioni in canzoni.

La sua infanzia è stata un’ode alla spensieratezza, un’avventura tra i paesaggi incantati della Valchiusella, in Italia. Una valle magica, dove il verde intenso delle montagne si specchia nei fiumi cristallini, un rifugio che ha alimentato la sua immaginazione e plasmato le sue storie.

Poi, il destino l’ha portata in Olanda, una terra lontana dai suoi sogni, dove le necessità hanno preso il sopravvento. Ma il fuoco creativo non si è mai spento. Dopo anni di silenzio, il coraggio ha riacceso la fiamma, spingendola a riprendere in mano i suoi desideri.

Ora, le sue creazioni sono pronte a incantare il mondo. Preparati a essere trasportato in un universo di emozioni, dove le parole danzano con i colori e le note musicali.

Buona lettura

Copyright © 2025 Michelle Resina. Tutti i diritti riservati. ©

EYNIS VARDA- L’ elfa Drago

C’era una volta, nelle profondità di una foresta primordiale, dove gli alberi secolari intrecciavano le loro chiome in un baldacchino di smeraldo e i ruscelli gorgogliavano melodie antiche, una baita solitaria si ergeva come un’isola di quiete in un oceano di verde. Lì dimorava Eynis Varda, un’elfa di straordinaria bellezza, con i capelli biondi che fluivano come cascate di luce lunare e gli occhi azzurri che riflettevano la profondità del cielo invernale.

Eynis era una creatura di contrasti, un enigma avvolto in un mantello di solitudine. Amava la natura selvaggia con una passione ardente, il fruscio delle foglie, il canto degli uccelli, il respiro della terra. Gli animali erano i suoi compagni, i suoi confidenti, gli unici esseri di cui si fidava ciecamente. Ma era anche una cuoca eccezionale, capace di trasformare i doni della foresta in piatti prelibati, un’artista che dipingeva paesaggi incantati e una lettrice vorace, che si perdeva nelle pagine di antichi tomi.

Il mondo degli uomini, con le sue ipocrisie e le sue meschinità, le era estraneo. Le persone, con i loro sguardi giudicanti e i loro cuori freddi, la respingevano. Eynis aveva imparato a diffidare, a erigere un muro di solitudine attorno al suo cuore. La sua baita era il suo santuario, un rifugio dalle tempeste della vita, un luogo dove poteva essere se stessa, senza maschere né finzioni.

Le sue giornate trascorrevano lente e tranquille, scandite dal ritmo della natura. Al mattino, si svegliava con il canto degli uccelli e si dedicava alla cura del suo giardino, dove coltivava erbe aromatiche e frutti selvatici. Poi, si ritirava nella sua cucina, un regno di profumi e sapori, dove creava piatti deliziosi, ispirati alle ricette antiche degli elfi.

Nel pomeriggio, si dedicava alla lettura, immergendosi in storie di mondi lontani, di eroi leggendari e di creature magiche. La sua mente vagava libera, esplorando paesaggi fantastici e vivendo avventure straordinarie. Quando la luce del giorno cominciava a svanire, Eynis prendeva in mano i suoi pennelli e dipingeva, catturando sulla tela la bellezza della natura, la magia della foresta, i colori del tramonto.

La sera, si sedeva accanto al focolare, avvolta nel calore del fuoco scoppiettante, e scriveva poesie che esprimevano i suoi sentimenti più profondi, i suoi pensieri più intimi, la sua connessione con la natura. La sua anima, libera dai vincoli del giudizio altrui, danzava leggera come una foglia al vento.

Eynis aveva un segreto, un potere ancestrale che la legava alla terra e agli animali: la capacità di trasformarsi in un drago maestoso, un guardiano silenzioso della sua solitudine. Chiunque osasse violare la sua quiete, avvicinandosi alla baita con intenzioni oscure, si trovava di fronte alla furia del drago, un avvertimento che risuonava nelle profondità della foresta.

Eynis era felice della sua vita solitaria. Amava la sua baita, il suo giardino, la sua cucina, i suoi libri, i suoi dipinti, le sue poesie. Amava la natura, gli animali, la neve, l’inverno. Amava la sua libertà, la sua indipendenza, la sua forza. Non aveva bisogno di nessuno, non si fidava di nessuno. Era una lupa solitaria, un’elfa forte e indipendente, che aveva scelto la sua strada e la percorreva con orgoglio e determinazione.

Eynis si svegliava con i primi raggi del sole, quando la foresta era ancora avvolta nella bruma mattutina. Il canto degli uccelli era la sua sveglia naturale. Dopo una leggera colazione a base di frutti di bosco e tisane, si dedicava alla cura del suo orto. Controllava le erbe aromatiche, raccoglieva i frutti maturi e annaffiava le piante. Poi, si avventurava nella foresta, muovendosi silenziosamente tra gli alberi, alla ricerca di selvaggina. Eynis era un’abile cacciatrice, ma rispettava gli animali e cacciava solo il necessario per il suo sostentamento. Tornata alla baita, si dedicava alla preparazione del pranzo. Utilizzava gli ingredienti freschi del suo orto e la selvaggina cacciata, creando piatti deliziosi e nutrienti.

Nel pomeriggio, Eynis si ritirava nella sua biblioteca, una stanza accogliente con scaffali pieni di libri antichi. Si immergeva nella lettura, esplorando mondi fantastici e imparando antiche conoscenze. Quando la luce del pomeriggio era più morbida, si dedicava all’arte. Prendeva i suoi pennelli e dipingeva paesaggi della foresta, ritratti di animali o scene fantastiche. Amava anche passeggiare nella foresta, osservando la natura e raccogliendo erbe medicinali. Conosceva ogni sentiero, ogni albero, ogni animale. La foresta era la sua casa, il suo rifugio.

Al calar della sera, Eynis preparava la cena. Utilizzava gli ingredienti che aveva raccolto durante la giornata, creando piatti semplici ma gustosi. Dopo cena, si sedeva accanto al fuoco scoppiettante e scriveva poesie, racconti o pensieri sul suo diario. Esprimeva i suoi sentimenti, le sue emozioni, la sua connessione con la natura. Nelle notti limpide, usciva dalla baita e osservava le stelle. Conosceva le costellazioni, i movimenti dei pianeti, i segreti del cielo notturno. Prima di addormentarsi, si preparava una tisana calda e si ritirava nella sua camera da letto. Si addormentava serenamente, cullata dal suono della foresta.

Quando la neve copriva la foresta, Eynis amava particolarmente uscire con le racchette da neve, per ammirare la bellezza del paesaggio innevato. Amava cucinare piatti caldi e sostanziosi, come zuppe, stufati e dolci speziati. Passava più tempo a leggere, scrivere e dipingere, godendosi il calore della sua baita. Gli animali del bosco si riparavano nella sua baita, dove Eynis li nutriva e li curava.

Una notte, la luna piena brillava più intensamente del solito. Eynis sentì un impulso irresistibile, un richiamo profondo che la spingeva verso l’alto. Senza esitazione, si trasformò nel drago. Le sue ali immense si aprirono, e con un battito potente si sollevò in volo.

Questa volta, però, non si limitò a sorvolare la foresta. Sentiva una forza nuova, un potere che la spingeva oltre i confini del mondo conosciuto. Volò sempre più in alto, superando le nuvole, l’atmosfera, e si immerse nel vuoto dello spazio.

La prima volta che Eynis vide la luna da vicino, rimase senza fiato. Era una sfera immensa, illuminata dal sole, con crateri e montagne che si stagliavano nel buio. Il freddo cosmico la avvolse, un freddo intenso e silenzioso, diverso da qualsiasi cosa avesse mai provato sulla Terra.

Poi, vide il sole, lontano ma visibile, una stella brillante che illuminava l’universo. La Terra, sotto di lei, era una sfera blu e verde, un piccolo pianeta in un oceano di stelle. Eynis si sentì minuscola, ma allo stesso tempo immensamente potente.

In quel momento, capì. Capì che non era limitata alla Terra, che poteva esplorare altri mondi, viaggiare alla velocità della luce, scoprire i segreti dell’universo. Si sentì libera, finalmente libera, dai confini del mondo terreno.

Ammirava la bellezza delle nebulose, la danza dei pianeti, il mistero dei buchi neri. Si sentiva parte di un tutto, un essere cosmico, un guardiano dell’universo.

Quando l’alba si avvicinava, Eynis tornò sulla Terra, atterrando dolcemente nella sua baita. Si ritrasformò nella sua forma elfica, portando con sé la serenità e la pace che aveva trovato nello spazio. I suoi occhi azzurri brillavano di una luce stellare, il suo cuore era pieno di meraviglia.

Quando la luna piena illuminava il cielo notturno, Eynis si sentiva particolarmente attratta dalla vastità dell’universo. Usciva dalla baita e contemplava le stelle, immaginando mondi lontani e avventure nello spazio. Si sentiva parte di un tutto, un essere cosmico, un guardiano dell’universo.

Questi momenti di contemplazione erano i momenti di massima libertà per Eynis. Lontana dal mondo degli uomini, dalle loro meschinità e ipocrisie, si sentiva veramente a casa. Lo spazio era il suo vero rifugio, un luogo dove poteva essere se stessa, senza limiti né confini. Ammirava la bellezza delle nebulose, la danza dei pianeti, il mistero dei buchi neri.

Quando l’alba si avvicinava, Eynis tornava nella sua baita, portando con sé la serenità e la pace che aveva trovato nello spazio. I suoi occhi azzurri brillavano di una luce stellare, il suo cuore era pieno di meraviglia.

Un giorno Eynis Varda decise di non tornare nel pianeta terra, un posto che non l’ aveva mai capita ne amata ne tollerata, cosi decise di uscire nel freddo cosmo a trovare la sua terra promessa.

FINE

L’Eredità di Helezorwyn e Amatius

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