capitolo 1 :)
LIBRO GIALLO: UN CASO DA RISOLVERE
Nessuno osava rompere il silenzio quel giorno...
Sophie Ashford aveva capelli biondi che le cadevano sulle spalle, occhi azzurri fissi sugli appunti e di volta in volta girava pagina: ogni parola era un piccolo indizio che solo lei riusciva a notare.
Lily Morgan sedeva appoggiata alla finestra, ascoltando il dolce canto degli uccellini, lo sguardo fisso sulla strada. I capelli scuri spettinati volavano per il vento; era pronta a fare domande al momento giusto.
Seduta davanti a un laptop, Rebeka Williams con i suoi grandi occhi verdi fissava lo schermo e muoveva le dita sulla tastiera in cerca di indizi, i suoi lunghi capelli ricci erano legati insieme da una coda veloce e intanto, aveva la testa tra le nuvole.
All'improvviso, il telefono squillò.
Rebeka si lasciò sfuggire un grido, Lily si girò di scatto e Sophie alzò lo sguardo dai fascicoli dei mesi precedenti. Sophie prese la cornetta.
— Pronto?
Silenzio, un respiro ansimante, poi un sussurro:
— Aiuto!
Un grido; la chiamata venne interrotta.
Rebeka aveva chiuso gli occhi, cercando di non mettersi a tremare, Lily si guardava intorno impaurita; Sophie era calma, e si stava avvicinando alla scrivania di Rebeka. Aspettò qualche secondo, poi disse:
— Riesci a trovare la posizione della chiamata?
Ma non riuscì nemmeno a concludere la frase che Rebeka aveva già lo sguardo fisso sul computer digitando velocemente alcuni tasti; non ci volle molto prima che riuscisse a trovare le risposte alla domanda... Poi con entusiasmo disse:
— Ci sono riuscita! La chiamata è stata fatta da un telefono cellulare nei pressi di Grimvale!
Sophie fece un'espressione impaurita e disse:
— Ho letto sul quotidiano che quella piccola città è molto pericolosa... A giudicare dai rumori all'interno della chiamata, credo si trovassero vicino ad un fiume! Rebeka puoi controllare se da quelle parti è presente un fiume?
Rebeka stava controllando, e poi facendo una faccia impressionata, disse:
— Sì! È presente un fiume ai confini della città!
Lily gridò:
— Forza, andiamo!
Ma Sophie la interruppe subito, dicendo:
— Dobbiamo concentrarci sulla chiamata! La linea potrebbe essersi interrotta perché il telefono è caduto nel fiume! Cosa ne pensi Lily?
Lily, pensierosa rispose:
— Non vi sembra strano che si trovasse vicino al fiume? Magari aveva un appuntamento?
Sophie stava ragionando, poi disse:
— Rebeka, puoi provare a riascoltare la chiamata? Magari si sentono altre voci!
Senza esitare, Rebeka ribadì:
— Ci posso provare, magari potrei sentire altri suoni, hai ragione! Vado subito!
Erano passate alcune ore, Sophie continuava a prendersi appunti, Rebeka riascoltava la telefonata, mentre Lily continuava a farsi domande. Improvvisamente, il telefono squillò di nuovo, Sophie rispose.
— Pronto? Polizia? Mi chiamo Cécile, vivo al numero 17 di Grimvale. questa mattina, mentre passeggiavo vicino al fiume, ho trovato un piccolo telefono cellulare, posso portarvelo?
Sophie però rispose:
— Veniamo noi. Ci aspetti!
Lily chiese:
— Sarà dell'uomo che ci ha chiamato ieri?
Rebeka aggiunse:
— Se la signorina Cécile ci fa vedere dove lo ha trovato, possiamo seguire la corrente e trovare degli indizi!
Sophie rispose:
— Perfetto. Andiamo!
Uscirono dall'ufficio e raggiunsero l'automobile. Arrivate al 17 di Grimvale, incontrarono Cécile.
Sophie chiese:
— Può darmi il cellulare? Grazie. Rebeka, controlla se funziona!
Intanto, Lily stava chiedendo:
— Può farci vedere dove lo ha trovato?
Stavano camminando da circa 20 minuti, quando Cécile si fermò e indicò loro il punto esatto in cui aveva trovato il cellulare. Rebeka ringraziò la signorina Cécile e proseguì la strada andando dalla parte opposta della corrente, seguita da Sophie che osservava i minimi dettagli, e alla fine del gruppo, Lily era rimasta indietro, mentre analizzava il piccolo cellulare che teneva tra le mani.
Ad un certo punto, Rebeka si fermò, aveva trovato qualcosa. Si mise a gridare:
— Sophie! Lily! Venite qui!
Entrambe si precipitarono da Rebeka quasi correndo. In un cespuglio c'era un cadavere, Lily si avvicinò al corpo e iniziò a dire:
— Uomo, sui 30 anni, ucciso con una lama; Rebeka, chiama i soccorsi, lo porto in scientifica, così posso analizzare il DNA!
Sophie aggiunse, raccogliendo degli oggetti da terra:
— Ho trovato alcuni indizi, te li metto qui nei sacchetti!
Arrivati i soccorsi, Rebeka, Lily e Sophie tornarono in ufficio e si misero a lavorare. Dopo alcune ore, Lily si presentò da Sophie, con in mano un fascicolo, dicendo:
— La vittima si chiamava Davyd Brown; lavorava come detective privato!
Rebeka si avvicinò a loro e aggiunse:
— Aveva due figli, entrambi minorenni, ed era sposato con Julie Brown!
A quel punto, Sophie si alzò dicendo:
— Era un detective privato, potrebbe essere un buon movente per uccidere!
Lily domandò:
— Quindi? Che facciamo? Andiamo?
Sophie impaziente rispose:
— Io e Lily andiamo a farci una chiacchierata con Julie Brown, Rebeka, tu analizza le indagini svolte dalla vittima e facci sapere!
Rebeka si mise davanti al computer, Sophie e Lily interrogarono Julie Brown. Iniziando l'interrogatorio, Sophie domandò:
— Dov'era mercoledì verso le 10:00 del mattino?
In risposta, la signorina Julie dichiarò:
— Al lavoro, perché?
Lily ribatté:
— Suo marito è stato ucciso!
Julie Brown si mise una mano sulla bocca, e singhiozzando, stava dicendo:
— Come? Perché?
Sophie, esitante, replicò:
— Ce lo dica lei, si doveva incontrare con qualcuno, con chi?
Julie interruppe:
— Sì, con un suo cliente, era un detective privato, mi aveva detto che stava andando al fiume per incontrarlo, ho provato a chiamarlo ma non ha risposto!
Lily, esigente, chiese:
— Con chi doveva incontrarsi? Si ricorda il nome?
La signorina Brown, piangendo, disse:
— Non ricordo il nome, ma il cognome; era... Smith!
Sophie, un po' sorpresa, esclamò:
— Grazie signorina!
In auto, Sophie disse:
— Se Rebeka ha finito di analizzare i documenti, abbiamo un sospettato, forse anche un colpevole!
Tornate in ufficio, incontrarono Rebeka, che è riuscita ad esaminare tutti i fascicoli. Lily chiese:
— Hai trovato dei fascicoli su Smith?
In risposta, Rebeka esclama:
— Sì! Ma il caso del signor Smith non è stato risolto, il signor Brown non se la sentiva di continuarlo, si chiamava William Smith!
Lily esclamò euforica:
— Perfetto! Nuovo sospettato! Andiamo a fargli una visita!
Sophie e Rebeka erano d'accordo; arrivate a casa del signor smith, iniziano l'interrogatorio. Rebeka domandò:
— Conosceva il signor Brown?
Il signor Smith con arroganza risponde:
— Ovvio! Lo avevo assunto per un caso di mia moglie, ma non se la sentiva di risolverlo!
Intanto, Sophie stava controllando la casa. Finito l'interrogatorio, tornano in studio. Lily si avvicina a Sophie, chiedendo:
— Hai scoperto qualcosa?
Sophie risponde:
— mm... ho trovato questo su una mensola, può servire a qualcosa?
Stava porgendo a Lily una busta, con all'interno una lama sporca di sangue. Rebeka esclama:
— oh mio dio... se ci conduce a smith... lily, ci pensi tu?
Lily, le guarda un po' smarrita, e risponde:
— Vediamo, non sono sicura, rebeka, riesci a ricavare a chi appartiene il sangue dai dati del computer? però, mancano le impronte di smith...
Sophie risponde:
— mmm... a questo ci penso io, le ho prese da un bicchiere sulla credenza.
Lily esulta:
— menomale, sophie, ci hai salvato, rebeka, confronta le impronte e il sangue al computer altrimenti, il caso non finirà oggi...
rebeka, mette le dita sul computer e inizia a digitare, in poco tempo, trova i risultati e dice:— allora, il sangue è identico a quello trovato sulla scena del crimine, le impronte, conducono a smith... —
lily, prende le chiavi della macchina dalla scrivania e dice:
— andiamo? —
Il gruppo torna a casa di Smith. Il signor William Smith esclama:
— Ancora voi?! Cosa volete?
Sophie esclama:
— È in arresto per l'omicidio di Davyd Brown!
smith, prima di venire arrestato, confessa:
— non avevo scelta... —
rebeka, controlla il cellulare ed esclama:
— Ben fatto! Domani ci aspetta un'altra giornata pesante! Hanno trovato un altro cadavere! —








