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Il Diamante nero

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Summary

​"Corre senza freni, alla cieca, con la sola voglia di sparire! Non posso credere che sia successo, non può essere vero! pensa, mentre con le dita si asciuga le lacrime. Rallenta e si ferma, con il fiato corto, guardando nel vuoto oltre la terrazza. Ditemi che è solo un brutto incubo! Ditemi che non c’è nulla di vero! urla nella sua testa." ​Adele esprime il suo mondo attraverso i tratti intimi e sinceri dei suoi disegni a matita. Germano, invece, è come un diamante: splendido, perfetto, ma apparentemente impenetrabile e freddo. ​Quando due anime così diverse si scontrano, l'attrazione è immediata e travolgente, ma ogni gemma preziosa nasconde i suoi riflessi oscuri. Tra segreti indicibili e una passione che sfida ogni logica, riuscirà l'arte di Adele a scalfire la corazza di Germano? O sarà "Il Diamante nero" a consumare tutto ciò che tocca?

Genre
Romance
Author
nadireal
Status
Ongoing
Chapters
2
Rating
n/a
Age Rating
16+

Il paradiso all'improvviso

«Non posso crederci! Ci sposeremo questa estate!» salto dalla gioia incapace di contenere quella emozione immensa che mi riempie il cuore. Finalmente si è deciso.

Sono così felice e distratta dai miei pensieri che inciampo nei miei piedi ed Alessandro mi sostiene al volo sgridandomi scherzosamente. Gli getto le braccia al collo e lo bacio. Poi d’ un tratto lo allontano e lo fisso.

«Aspetta! Ma quanto manca al fatidico giorno?» porto le dita sulla punta del naso per fare la conta dei mesi, il sangue mi si gela per l'eccitazione, manca pochissimo tempo. «Come faremo ad organizzare tutto in così pochi mesi? Ci sono un sacco di cose a cui pensare!»

«Ecco! Lo sapevo, ora diventerà tutto un tour de force...» mi dice lui divertito facendomi l'occhiolino.

Alessandro è il mio primo e unico amore, il centro di gravità attorno a cui ho fatto ruotare ogni mia singola scelta fin da quando eravamo ragazzini. Ricordo ancora quando ci siamo dati il primo bacio dietro la chiesa, a quattordici anni: da quel giorno, non è esistito nessun altro uomo per me. Per lui ho ridisegnato i miei sogni. Quando mi hanno offerto quella specializzazione in arte e disegno in città, una carriera d'oro che sognavo da sempre, ho dovuto rifiutare. Non potevo lasciarlo solo, non potevo stare lontana da lui. Ho preferito ripiegare sul negozio di mobili della mia famiglia pur di costruirmi un futuro che avesse i suoi stessi confini. E ora, dopo anni di attesa, manca solo questo passo nelle nostre vite: sposarsi, andare a vivere insieme e creare la nostra famiglia a Sant’Agnello, il paesino della costiera sorrentina dove siamo cresciuti.

Nei due mesi successivi spendo ogni singola goccia di energia per organizzare il matrimonio perfetto, a me sarebbe bastata una cerimonia semplice, con pochi invitati ed un rinfresco, ma so benissimo che giù al sud non può funzionare così, i matrimoni da noi sono impegnativi, tradizionalisti e poi c’è mia nonna, sogna da sempre un matrimonio da favola per la sua nipotina ed io soffrirei al solo pensiero di darle un dispiacere, per me la famiglia è tutto.

Per fortuna che per aiutarmi è tornata Ilenia, la mia migliore amica, anche se tre anni fa ha sentito il bisogno di lasciare tutto e trasferirsi in Toscana per realizzare i suoi sogni e vivere lontana dai pettegolezzi del paese. Mi è mancata da morire.

«Dai! Sbrigati! Da quando sei arrivata sembri una lumacona, non ti riconosco più!» incalzo sollecitandola.

Ilenia invece è completamente calma, occupata a rimirarsi allo specchio sistemando il suo carrè biondo.

«Sarà forse che dopo tre anni di espatrio ho capito che essere sempre di fretta, soprattutto per le cose belle, ti porta a non goderne?» mi risponde ironica facendomi una smorfia mentre si ripassa il rossetto sulle labbra carnose.

«Sì, va bene la filosofia, ma l’appuntamento in boutique era per le nove!» le ricordo indicando l'orologio. «Mancano quindici minuti e siamo ancora a casa, dai sbrigati! La costiera a quest'ora di mattina è già trafficata e non voglio fare tardi proprio oggi che dobbiamo scegliere il mio abito da sposa!»

La trascino fuori di casa quasi a forza, saliamo in macchina e per fortuna troviamo un parcheggio vicino. Entriamo nella boutique con il fiato corto, l'adrenalina a mille e il cuore che mi fa capriole nel petto.

La commessa ci accoglie con un sorriso gentile e ci fa accomodare, iniziando a tirar fuori diverse opzioni. Ne provo tre o quattro: uno è troppo pomposo, sembra una meringa e mi fa sentire goffa; un altro ha troppi pizzi e ricami che non mi appartengono affatto. Comincio quasi a scoraggiarmi, temendo che non troverò mai nulla di adatto a me.

Poi, la commessa rientra nel camerino con l'ennesima custodia. Lo sfila dal cellofan e sento un brivido.

«Questo è perfetto! Aspetta non guardarti ancora allo specchio» mi dice Ilenia, la vedo commuoversi per la gioia, si porta le mani alla bocca ed i suoi occhi castani si illuminano.

Mi gira pian piano verso lo specchio ed a me manca il fiato, con le dita sfioro il mio corpo attraverso la stoffa lucente, è un abito stile impero mette in risalto le mie curve ma non in modo esagerato, sottolinea il seno ma molto meno la vita ed i fianchi, sposto i miei lunghi capelli neri dietro la spalla, con un gesto che sembra una carezza ed non posso fare altro che rimirarmi.

«Ile sono proprio io, vero?» chiedo con un filo di voce.

«Certo, sembri una dea, sei bellissima!»

«Credo di essermi innamorata di questo abito! Mi sento… bella!»

«Allora lascia che sia io a regalarti questo abito, sarà il mio regalo di nozze!»

Appena la grande porta della boutique si chiude alle nostre spalle ci guardiamo sorridenti, camminiamo sotto il sole e l’umore mi si ingrigisce un pochino, mi mancano da morire queste uscite con lei, ma non posso e non voglio farle una colpa per essere andata via, una cosa mi rincuora, nonostante la lontananza il nostro rapporto non è cambiato, siamo ancora legate come all’inizio.

«Allora dimmi ti senti pronta per il grande passo?» mi chiede Ilenia strattonandomi col gomito «conosco già la risposta ma è mio dovere da buona amica farti questa domanda»

«Certo! È ovvio, sono prontissima!» rispondo con tono deciso e senza pensarci «lo sono da anni ed ora finalmente… ma ci pensi? Ancora qualche mese e sarò sposata e starò con Ale per tutta la vita»

«Sbrighiamoci allora lo sposo ci aspetta per la scelta degli inviti, ma la pizza questa sera la offri tu, anzi niente pizza, stasera ho voglia di ballare! Andiamo in quel locale fuori paese, danno ancora musica dal vivo?»

«Sì, tutti i venerdì sera» rispondo felice, ignorando che quella che sta per iniziare sarà l'ultima sera della mia vecchia vita.

Più tardi, l'appuntamento con Alessandro in tipografia scorre via tra cataloghi di partecipazioni, caratteri di stampa e nastri di raso. Sono passati già tre mesi da quella sera magica in cui mi ha chiesto di sposarlo, tre mesi volati via in un soffio tra scatoloni per la casa nuova, bomboniere e mille dettagli da organizzare. Mentre gli mostro entusiasta un cartoncino color avorio con le lettere in rilievo, Alessandro mi sorride e mi accarezza la guancia. Nelle ultime due settimane l'ho visto un pochino più silenzioso del solito, ma appena nota il mio sguardo interrogativo, mi stringe la mano per rassicurarmi.

«Scusami se sono un po' distratto in questi giorni, Ade,» mi sussurra all'orecchio, lasciandomi un bacio tra i capelli. «È solo che c'è tanto lavoro in negozio e poi... beh, confesso che sono un po' teso per i preparativi, è un passo importante. Ma non vedo l'ora che arrivi quel giorno, non vedo l'ora di iniziare finalmente a vivere insieme a te nella nostra casa».

Le sue parole spazzano via ogni mio stupido dubbio, riempiendomi il cuore di una gioia dolcissima. Ci amiamo da dieci anni, dopotutto. È del tutto normale provare un po' di sana tensione prematrimoniale.

Dopo l'appuntamento in tipografia per le partecipazioni, io e Ilenia corriamo a casa mia per prepararci per la serata. È nel tardo pomeriggio, mentre siamo in camera mia, che l'atmosfera si fa vivace. La mia amica spalanca le ante del mio armadio, osserva i miei vestiti ordinati e lancia un lungo sospiro teatrale.

Senza darmi il tempo di replicare, si china sulla sua borsa da viaggio e tira fuori un pezzo di stoffa scura. «Tieni. Stasera ti metti questo. Consideralo un prestito d'onore.»

Afferro il tessuto. È un abitino nero decisamente troppo aderente, con uno scollo a punta profondo e una gonna che arriva parecchio sopra al ginocchio. Mi costringe a infilarmelo, ma quando mi guardo allo specchio a figura intera mi sento del tutto fuori posto.

«No! Non potrei mai uscire con questo... come lo chiami, abito?»

Cerco disperatamente di stringere lo scollo con le dita che, a mio avviso, mi denuda esageratamente il décolleté, e provo ad allungare la gonnellina tirandola giù con le mani. Scocco uno sguardo duro alla mia amica attraverso il riflesso dello specchio. «Decisamente no! Guarda, si vedono le cosce! E poi il seno... appena mi muovo rischia di uscire! Tu sei matta! Non fa per me, mi sentirei a disagio e poi cosa penserà Alessandro?»

«Ma dai, ti vesti come una vecchia!» sbuffa lei, esasperata, incrociando le braccia. «Sempre con pantaloni e maglie larghe. Per non parlare dei capelli, porti sempre queste trecce, sembri nostra nonna.»

Quasi offesa e con il broncio, le ribadisco il mio no categorico, sfilandomi quel pezzetto di stoffa per rimettere una gonna decisamente più sobria e adatta a me.

«Ok, fai come vuoi,» sospira Ilenia sollevando le mani in segno di resa. «Povero ragazzo... almeno una volta ogni tanto fagli vedere che anche tu sei attraente e bella. Hai un fisico perfetto, la carnagione scura e quegli occhioni verdi che madre natura ti ha regalato e che non trucchi quasi mai!»

«Lui non ha bisogno di queste cose per amarmi,» rispondo fiera, sistemandomi la camicetta. «Mi dice sempre che sono bellissima così come sono. E poi... è geloso.»

Ilenia non molla e incalza con un sorriso malizioso mentre si sistema il trucco: «Io, fossi in te, stasera mi metterei quell’abito. Magari... dopo la serata ci sarà un dopo, che ne pensi?» Si ferma solo quando vede che divento completamente rossa e inizio a dondolarmi sui piedi, impacciata, senza sapere dove guardare. «Ok, scusa, so bene che non lo avete ancora fatto, che aspettate il matrimonio e bla, bla, bla... Solo che pensavo che ora che vi state per sposare, potreste anche concedervi un'eccezione, no?»

«Non essere stupida, tanto manca poco. Dai, sbrighiamoci che Alessandro è già di sotto che ci aspetta.»

Quando scendiamo, Alessandro è lì ad accoglierci. Prima di andare al locale, ci fermiamo in una pizzeria del centro. L'atmosfera è allegra, ordiniamo e ridiamo ricordando i vecchi tempi della scuola. Eppure, guardandolo, noto che nelle ultime due settimane è stato un pochino più silenzioso del solito. Appena si accorge del mio sguardo interrogativo, però, mi stringe la mano sotto il tavolo per rassicurarmi.

«Scusami se sono un po' fuori forma in questi giorni, Ade,» mi sussurra mentre usciamo dal locale. «È solo che come ti ho detto oggi c'è tanto lavoro in negozio e poi sono un po' spaesato con tutti questi preparativi, questi appuntamenti, è tutto cosi sfiancante. Ma non manca molto al fatitico giorno.

Le sue parole mi calmano e spazzano via ogni mio stupido pensiero e penso ancora una volta che il suo atteggiamento è del tutto normale.

Saliamo in macchina ed è Alessandro a guidare lungo le curve della costiera, mentre Ilenia si sporge dai sedili posteriori continuando a ridere e a suggerire canzoni dalla radio. Io guardo fuori dal finestrino il profilo buio del mare che si confonde con il cielo stellato, sentendo la brezza fresca che entra dal vetro socchiuso. Alessandro tiene una mano poggiata sul cambio e, di tanto in tanto, allunga le dita per stringere le mie, dandomi rapide occhiate d'intesa che mi fanno sentire al sicuro. Parcheggiamo a pochi passi dalla riva, dove il rumore della risacca comincia a mescolarsi con i bassi della musica che provengono dal locale. Camminiamo sulla passerella di legno tenendoci per mano, con Ilenia che ci precede a passi rapidi, impaziente di entrare.

Quando entriamo, il locale vicino alla spiaggia è affollatissimo. Le luci soffuse si riflettono sul mare scuro e la musica dal vivo riempie l'aria. Balliamo, scherziamo e ordiniamo da bere tutti insieme. A un certo punto, Alessandro si allontana per qualche minuto per andare a prendere una boccata d'aria fresca fuori dalla calca. Io rimango a chiacchierare con Ilenia, ballando un po' sul posto a ritmo di musica.

Dopo un po', istintivamente, mi volto verso l'ingresso della sala. Alessandro è appena rientrato. Nel bel mezzo della confusione e delle luci stroboscopiche, i nostri sguardi si incrociano all'improvviso. Lui si ferma un istante a guardarmi da lontano, poi cammina dritto verso di me, facendosi largo tra la folla senza staccarmi gli occhi di dosso. Ha un'espressione intensa, quasi seria.

Appena mi raggiunge, non dice una parola. Mi prende delicatamente il viso tra le mani, si china su di me e mi bacia. È un bacio tenero ma al tempo stesso appassionato, profondo, che sembra voler cancellare tutto il rumore del locale intorno a noi. Mi stringo a lui, stringendo i pugni contro la sua camicia e ricambiando quel bacio con tutta l'anima, profondamente grata per l'uomo meraviglioso che ho accanto e convinta, con ogni fibra del mio essere, che niente al mondo potrà mai dividerci.

Chapters
1. Il paradiso all'improvviso
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